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sabato, Ottobre 16, 2021

#Visioni di Mila Mercadante: “I bambini, la tratta degli schiavi, la burocrazia”

Bambini-Schiavi 00di Mila Mercadante  twitter@Mila56170236

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si fa a proteggere i bambini dalla tratta degli schiavi senza incorrere nelle ire delle associazioni che si occupano di tutelare i diritti dell’infanzia? E’ quasi impossibile. A Parigi nell’aeroporto Charles De Gaulle c’è un bambino di 8 anni che rimane bloccato da oltre dieci giorni perché è arrivato dalle isole Comore col passaporto del cugino. Per irregolarità di questo genere le autorità possono trattenere i cittadini stranieri anche per venti giorni. Il bimbo ha affrontato il viaggio da solo per raggiungere la madre, che abita nel distretto della capitale francese. Un episodio analogo è avvenuto anche nel giugno dello scorso anno, sempre in Francia: una bambina di sei anni proveniente dal Camerun e attesa dalla madre in aeroporto è stata trattenuta per alcuni giorni, il tempo necessario per stabilire se effettivamente la bimba fosse figlia della donna che la reclamava. La procedura in quel caso scattò perché la fotografia sul passaporto della piccola non era somigliante.

 

Alle proteste di Voix de l’enfant l’amministrazione ha risposto che il bambino di 8 anni sta bene, ha a disposizione un gran numero di giocattoli e riceve cure e attenzioni. Ci mancherebbe altro. Per un bimbo di 8 anni il fatto di doversene stare chiuso in un aeroporto senza poter abbracciare la mamma e i familiari per così tanti giorni è di per sé una forma di maltrattamento. Si potrebbe parlare addirittura di una vera e propria violazione dei diritti dell’infanzia. Non ci sono scusanti di fronte ad atteggiamenti tanto ottusi? Non ci sono scusanti alla lentezza con cui si svolge la liturgia delle verifiche e degli accertamenti? Non ne sarei così sicura. E’ pur vero che se venissero trattati così i “nostri” bambini, i bambini europei, si scatenerebbe il finimondo. Eppure prima di protestare in nome della tutela dell’infanzia occorre riflettere.

 

A rigor di logica dovremmo ammettere che di fronte alla tratta dei bambini – un fenomeno in costante aumento in questo tempo di grandi migrazioni e spostamenti – la prudenza e l’eccesso di zelo possono salvare i minori dallo sfruttamento sessuale, dal reclutamento per l’accattonaggio, per il lavoro agricolo o per lo spaccio di droga, possono salvarli dalle adozioni illegali, dalla trappola del commercio di organi. In caso di sospetti (un documento d’identità falso o non regolare suscita dei sospetti) bisogna attenersi a un protocollo che garantisce protezione e sicurezza alle ipotetiche vittime del crimine transnazionale organizzato. Il problema dunque è spinoso e bisogna considerarne tutti gli aspetti: coi bambini indifesi qualunque cosa si facesse sarebbe sbagliata. Lasciarli andare subito sarebbe un errore, trattenerli per dieci o venti giorni per aver preso un clamoroso abbaglio è un errore, così come è inconcepibile che malgrado tutti i controlli alle frontiere – per mare e per terra – negli ultimi tre anni quasi 2000 minori e ragazze siano stati vittime della tratta degli schiavi della nuova era.

 

Se si trovassero modalità diverse e meno simili al sequestro di persona per proteggere, assistere e tutelare i minori non accompagnati che arrivano in Europa saremmo tutti più contenti, soprattutto i bambini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(1 aprile 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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