di Giancarlo Grassi
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
“Ha voluto a tutti i costi una foto con me. Mi ha fatto pena”. Trump si fa beffe di Meloni che si infuria
In un'intervista che descrive da sola lo stato di questo poveraccio senile, giunto ormai alla fine dei suoi... →
Ora manca solo il sindaco di Parma Federico Pizzarotti: le grillicocasaleggiche purge sono lì a testimoniare il grado di democrazia interna al Movimento 5 Stelle che sopporta tra le sue fila soltanto chi non ha pensiero critico. Il sindaco di Comacchio era stato nominato Assessore al Turismo della giunta provinciale di Ferrara, a titolo gratuito, così prevede la legge Delrio, ma il regolamento (il santo regolamento che viene contestato in tutte le altre sedi, ma è sacro nel mondo virtuale a 5 Stelle) così che Fabbri è fuori, off, out, raus!
Mentre il direttorio dei Re Mogi si dibatte senza sosta nelle spire del “no sapevamo sì sapevano” di Quarto, rimediando figuracce su figuracce e qualche votante qua e là (dicono i sondaggi), la purga dello squadrismo a 5 Stelle si abbatte su un altro Sindaco emiliano e viene comunicata con un sn post scriptum, in calce a un intervento anti-euro, sul blog del Vate che aggiunge di avere avvertito Fabbri qualche giorno fa. Cosa che il Primo Cittadino contattato da ilfattoquotidiano.it smentisce: “L’ho scoperto questa mattina leggendo il sito”.
Siamo alle solite. E ci fermiamo qui tanto gli atti grillicocasaleggici si commentan da sé.
