di Gaiaitalia.com
La giustizia del ‘ndo Nordio, Nordio
di Daniele Santi Ne fanno una al giorno. Non gli è bastato il caso Almasri, non gli è... →
Polizia Postale ed FBI insieme contro la pedopornografia online, 3 arresti e 6 denunce
Un’indagine sotto copertura dall'Italia agli Stati Uniti rivolta al contrasto della diffusione di materiale pedopornografico su internet ha... →
Un’epidemia di colera si è scatenata nel campo profughi di Dadaab in Kenya ed almeno dieci persone – somali rifugiati – sono morte dopo avere contratto la malattia. Gli ammalati accertati sarebbero almeno un migliaio. Focolaio dell’infezione il campo profughi dove le scarse condizioni igieniche sarebbero la cusa della malattia che, secondo quanto affermato da un portavoce dell’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), si è manifestata a novembre.
Il colera si trasmette soprattutto attraverso acqua contaminata da escrementi umani e a causa di precarie condizioni igieniche, che in questo caso sono state aggravate da settimane di piogge intense sul Kenya. Dopo un periodo di incubazione che va dai cinque ai dieci giorni, l’infezione dell’intestino provoca diarrea grave, disidratazione e, in assenza di un rapido trattamento, la morte nel giro di poche ore.
(9 gennaio 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)
