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Gli sfondoni da mercato di uno dei leader a Cinque Stelle che non sa nulla di ciò che racconta

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Alessandro Di Battista 06di Daniele Santi

 

 

 

 

 

E’ stato davvero imbarazzante vedere uno dei leader del Movimento politico che si candida a governare la Capitale, ed al quale i cittadini parrebbero prepararsi a consegnare la vittoria, arrampicarsi sugli specchi per giustificare il nulla proferito basandosi sul nulla che lo suggeriva. Il Signore in questione, il già tristemente noto Alessandro Di Battista, buono per quattro urla in parlamento, ma non quando c’è da dimostrare di sapere le cose, ospite a Ballarò su Rai3 è riuscito a dirne di tutti i colori, senza dire nulla.

 

Nel denunciare le relazioni del governo Italiano con l’Arabia Saudita rea di applicare la sharia, Di Battista è poi clamorosamente inciampato sull’Iran del quale ha dimenticato di denunciare gli abusi, le impiccagioni, i cambiamenti di sesso forzati, gli arresti di artisti, intellettuali e docenti universitari, l’apartheid religioso, la chiusura forzata di esercizi commerciali appartenenti alle minoranze religiose, sottolinenando l’importanza di decongelare le relazioni con Teheran.

 

Ha poi chiesto ufficialmente al governo Italiano di ristabilire relazioni diplomatiche con il dittatore siriano Bashar Al Assad, dimenticandosi di condannare i massacri da quest’ultimo perpetrati, l’appoggio dato ai terroristi del califfato quando ha liberato centinaia di jihadisti dalle carceri di Damasco.

 

Alessandro Di Battista ha poi superato se stesso, distruggendo il muro che separa il nulla dal nulla cosmico dicendo che se Primo Ministro lavorerebbe per uno “scongelamento globale” delle relazioni con il Medio Oriente, come se un Medio Oriente così come lo conoscevamo esistesse ancora e non fosse distrutto dalla guerra e dal terrorismo. Non ha spiegato come opererebbe, sarebbe stato chiedere troppo, ma ha continuato il suo slogan parlando genericamente di nuove relazioni con l’Iran, di cancellare alcuni paesi dall’asse del male, farla finita con il conflitto israeliano-palestinese riconoscendo lo stato di Palestina (che ha dimenticato essere in gran parte controllato da Hamas, organizzazione terrorista finanziata dall’Iran, che Israele vorrebbe cancellarlo dalla mappa geografica)…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(19 novembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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