
anche lei vittima di violenze sessuali e sevizie per “correggere” il suo lesbismo
di Paolo M. Minciotti
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Era entrato nottetempo e con la forza nella casa della cugina lesbica e si era giustificato che era lì per “impedirle di essere lesbica”. I due avevano lottato, lei era riuscita a fuggire, ma l’uomo l’aveva inseguita pestandola e violentandola in un campo da gioco vicino all’abitazione della donna.
I fatti risalgono al 14 marzo scorso e la corte di giustizia di Mthatha ha condannato a vent’anni di prigione il 32enne Anele Busukwe per le violenze sulla giovane Zikhona Mbutye, 24 anni.
L’uomo, non soddisfatto dalla prima brutale violenza, aveva poi trascinato la cugina in casa violentandola di nuovo, causandole ferite di tale gravità da impedirle di camminare per giorni.
Le violenze sessuali “correttive” su donne lesbiche da parte di maschi eterosessuali frustrati e carichi d’odio sono assai frequenti in Sudafrica e spesso, purtroppo, sfociano nel femminicidio e nella tortura.
(9 novembre 2015)
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