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Gli amici di No Pasdaran pubblicano un’intervista realizzata dal sito Iran Wire, un sito in lingua Inglese e Farsi che si occupa di Iran. L’inervista è stata tradotta affinché anche in Italia giunga la voce di chi è imprigionato per la sua fede religiosa, perché anche in Italia si capisca cosa significa vivere sotto il regime iraniano quando sei considerato un apostata.
L’intervista è a Azita Rafizadeh, un’insegnante di fede Baha’i che tra qualche settimana finirà in carcere con il marito, Peyman Kushak-Baghi. La loro colpa è quella di non essersi arresi al razzismo e alle discriminazioni di Stato non accettando che il regime iraniano negasse il diritto allo studio universitario ai Baha’i iraniani, unicamente perché appartengono ad una fede secolare non riconosciuta. Per questo, Azita e Peyman hanno lavorato alla Università Aperta Baha’i (BIHE), cercando di offrire una istruzione di alto livello a centinaia di ragazze e ragazzi Baha’i. Per questo verranno imprigionati.
Per leggere l’intervista cliccate qui.
(15 ottobre 2015)
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