
di Giovanna Di Rosa
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Nonostante ciò che il suo onnipresente segretario racconta, la Lega Nord non è un partito di governo; il suo dna politico è composto dalla predisposizione al caos, dal razzismo e dalla xenofobia, dall’odio omofobo, dalla divisione sociale, dall’odio verso l’altro, dalla rabbia, dall’ignoranza, dalla gestione del potere per il potere, dalla conservazione dell’esistente travestito da progressismo per menti semplici.
Testimonianza del tutto gli 82.730.460 emendamenti che la Lega ha presentato alla riforma del Senato con il solo scopo di bloccarne l’approvazione, di fermare i lavori parlamentari, di impedire l’evoluzione verso una modernizzazione dello stato; emendamenti presentati con il ghigno alla Calderoli (vicepresidente del Senato, capite!?!) che è lo stesso autore del Porcellum che ha condotto l’Italia alla frammentazione politica che abbiamo sotto gli occhi.
E Matteo Salvini ha il coraggio di andare in tivù a raccontarcela un giorno sì e l’altro anche, dimenticandosi dettagli che non sono affatto esiziali come, ad esempio, la condanna di Bossi per vilipendio al Capo dello Stato, o il rinvio a giudizio di Bossi e Belsito (quello dei diamanti di Cipro e Sudafrica) più altri tre esponenti leghisti per truffa ai danni dello Stato ( “in concorso tra loro con artifici e raggiri, traendo in inganno i revisori pubblici nominati dei presidenti di Camera e Senato deputati al controllo di regolarità di tale rendiconto e traendo in inganno gli stessi presidenti che disponevano la liquidazione dei rimborsi, ottenevano la somma di circa 40 milioni di euro”, fonte Rainews.it).
(25 settembre 2015)
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