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Ivan Scalfarotto racconta a Il Post perché slitta il voto sulle Unioni Civili. E noi diciam la nostra

Ivan Scalfarotto (Pd), Sottosegretario alle Riforme del governo Renzi
  Ivan Scalfarotto (Pd), Sottosegretario alle Riforme del governo Renzi

di Daniele Santi

 

 

 

 

 

Il Sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto ha raccontato al quotidiano online Il Post, le ragioni dello slittamento della votazione sulle Unioni Civili dopo le polemiche seguite alla notizia ed il “capovolgimento della realtà”, come lo chiama l’On. Scalfarotto, che ne è seguito.

 

Il racconto della vicenda unioni civili di oggi è il classico caso di capovolgimento della realtà. Alla conferenza dei capigruppo in Senato, il Partito Democratico ha chiesto con grande determinazione di votare le riforme costituzionali entro l’8 ottobre proprio per lasciare tempo all’aula del Senato di esaminare e approvare la legge sulle unioni civili.

Il presidente Grasso, giustamente preoccupato dal suo punto di vista di portare a casa la riforma costituzionale senza il farsesco macigno degli 85 milioni di emendamenti di Calderoli, e quindi preoccupato di dare tempo alle forze politiche di parlarsi per sciogliere i nodi ancora aperti, insisteva per il 15 ottobre. Ovviamente far slittare il voto finale al 15 ottobre significava chiudere la finestra per portare in aula la legge sulle unioni civili.

E qual è stato l’atteggiamento di M5S e SEL davanti alla proposta del 15? Con buona pace delle unioni civili, lodi sperticate al presidente del Senato, mentre solo Zanda e Boschi provavano a tenere il punto sull’8. Diciamolo chiaramente: SEL e 5Stelle davanti alla possibilità di far slittare la riforma costituzionale, si sono tranquillamente e pacificamente fatti una ragione che le unioni civili non giungessero in aula prima della sessione di bilancio. Salvo poi naturalmente fare grandi lacrime di coccodrillo e chiedere assurde e strumentalissime calendarizzazioni per lunedì prossimo, mentre il provvedimento è ancora in commissione e nemmeno si è deciso di farlo arrivare in aula senza relatore.

Ora si può fare tutta la disinformazione che si vuole, si possono fare grandi drammi nell’aula del Senato, ma la verità è che se non ci fosse stato il PD, se non avessero così coraggiosamente tenuto il punto Boschi e Zanda, la piccola finestra che ci è rimasta dopo il 13 ottobre si sarebbe definitivamente chiusa, con la collaborazione attiva e determinante dei grillini e di SEL.

 

Questa la versione dell’On. Scalfarotto rispetto alla quale, anche in controtendenza rispetto alle continue teorizzazioni di complotti che stanno massacrando la vita politica, sociale e civile del nostro paese, e stando alle nostre informazioni, non abbiamo granché da obiettare.

 

Semmai qualcosa da aggiungere a beneficio di chi è corto di memoria. Il Kapo del M5S non si è mai dichiarato contrario alle Unioni Civili o al Matrimonio Egualitario, ma in più occasioni ha dichiarato che la legge “non era una priorità”, come si evince da questo link; c’era poi stato uno dei patetici referendum [sic] online sulla questione, naturalmente sul blog del Vate, al quale avevano risposto “sì” ben 21mila [sic] persone e che era stato venduto come la rivoluzione sociale del momento (il referendum era stato organizzato in fretta e furia all’indomani del 2,49% del M5S a Reggio Calabria, alle elezioni amministrative).

 

Sel, in particolare il suo onnipotente segretario Nichi Vendola ora impegnato nell’ennesima fallimentare costruzione dell’ennesimo fallimentare progetto di sinistra radicale con Civati e Fassina, non ha mai manifestato contrarietà alle Unioni Civili perché dal nulla, senza preoccuparsi di costruire terreno di consenso attorno all’idea, in un paese come l’Italia dove tutto va preparato con cura, è saltata immediatamente sul carro del matrimonio egualitario ad uso e consumo del suo elettorato del 4% scarso, prontamente seguita su quel terreno da associazioni nazionali come Arcigay, radicalizzatasi inspiegabilmente su quel terreno salvo poi abbozzare di fronte alla legge Cirinnà, al momento l’unica legge possibile; va detto, a beneficio di tutti, che i parlamentari come Nichi Vendola ed Ivan Scalfarotto insieme a tutti gli altri, hanno già tutti i benefici (per ora riservati ai paarlamentari) che la legge sulle Unioni Civili riserverebbe a tutte le coppie una volta approvata.

 

Ora, invece di perdere tempo in dietrologie o terie complottiste e proprio in vista della possibile approvazione di una legge di cui tante persone in questo paese hanno bisogno, per arrivare poi a quel matrimonio egualitario che è il vero obiettivo delle persone omosessuali di questo paese  che rappresenterebbe il vero risarcimento per tutte le discirminazioni subite, sarebbe d’uopo che la legge Cirinnà – imperfetta, discriminatoria, riempitela degli insulti che volete – venisse sostenuta nella e dalla società civile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(25 settembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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