di Daniele Santi
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
In tempi in cui si parla tanto di diritti e di Unioni Civili non si può evitare di notare l’assenza delle Dive a capo del movimento LGBT, normalmente onnipresenti con i loro svolazzi ed il loro presenzialismo da sfilata di moda, ammutolite forse dalla possibilità che finalmente una legge per le coppie omosessuali questo paese ce l’abbia (poi cosa andranno a fare?), disperate e distrutte (oseremmo dire sfrante) dalla certezza che se legge ci sarà non sarà per merito loro.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
Ci ponevamo una domanda tanto semplice come “Le Dive dell’associazionismo LGBT stanno pensando ad una manifestazione a favore delle Unioni Civili o lasceranno campo libero all’intollerante integralismo omofobico della destra cattofascista?” quando un banner, come un sinistro presagio, ha attirato la nostra attenzione e ci ha portato ad una Fiera dedicata ai matrimoni tra persone delle stesso sesso – che in Italia non esistono, che viene organizzata mentre non esistono nemmeno le Unioni Civili, insomma cosa non si fa per vendere – alla quale Arcigay sfolgorante in tutta la sua lucida intelligenza strategica ha dato il patrocinio.
Il banner ci ha fornito la risposta che cercavamo all’insulsa domanda: “Le Dive dell’associazionismo LGBT stanno pensando ad una manifestazione a favore delle Unioni Civili o lasceranno campo libero all’intollerante integralismo omofobico della destra cattofascista?”. La risposta è probabilmente la seguente: “Come potranno pensare se sono sì impegnate in iniziative così intelligenti ed utili come quella di cui sopra?”.
(11 settembre 2015)
