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martedì, Settembre 28, 2021

AP e Forza Italia inaugurano le liste di proscrizione: fuori il Mario Mieli dalle scuole

Mario Mieli Bandieredi Gaiaitalia.com

 

 

L’interessante e ben scritto sito di informazione LGBT Gayburg pubblica una notizia relativa alle liste di proscrizione che la catto-fascisterìa anti-gay a qualsiasi costo, in nome della famiglia tradizionale di divorziati che ne hanno più di una, inaugura puntando il dito contro il Circolo Mario Mieli, non per ciò che fa, ma per il nome che porta. L’articolo, che leggete di seguito integralmente, riporta alcune delle cose che sono state scritte dal sito Tempi.it, sempre in prima fila contro i diritti delle persone omosessuali di questo paese.

 

Torneremo sull’argomento con un fondo nei prossimi giorni.

 

I senatori Carlo Giovanardi (AP), Lucio Malan (FI), Maurizio Gasparri (FI) e Roberto Formigoni (AP) hanno deciso di dichiarera guerra al Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli di Roma. Attraverso un’interpellanza inviata al ministro dell’istruzione Giannini e al presidente del consiglio Renzi, chiedono che l’associazione romana sia espulsa da qualsiasi ruolo formativo nella scuole a causa del nome che porta.

A lanciare la notizia è il solito Tempi.it che dedica ampio spazio alla notizia solo dopo aver pubblicato l’immagine di un uomo vestito da Sailor Moon che pare sia stata scelta -al solito- con l’unico scopo di alimentare l’odio dei suoi lettori contro la comunità lgbt (sia mai che riescano a far mandare in coma qualche altro gay). Non manca poi l’ampio spazio dedicato al senatore Giovanardi, pronto a sostenere che « Lo stesso Unar si occupa ormai quasi esclusivamente di lgbt quando invece la legge gli assegna il compito di contrastare la discriminazione razziale, e lo fa considerando interlocutori privilegiati un gruppo di associazioni Lgbt, al punto da chiederne ufficialmente l’accreditamento presso il Miur come enti di formazione. Fra questi il circolo intitolato a Mario Mieli che nei suoi scritti ha parlato apertamente e positivamente di pedofilia».

Quasi non bastasse un governo che non prevede alcuna tutela per la comunità lgbt, il senatore del Ncd si lancia nel sostenere che l’Unar debba occuparsi solo di discriminazione verso gli immigrati e debba necessariamente abbandonare a loro stessi i gay in modo che personaggi come Adinolfi e Amato possano continuare indisturbati la loro propaganda d’odio che sta già mietendo le prime vittime.
Al solito ci si lamenta poi di come un circolo che nel 1978 è stato intitolato a Mario Mieli debba essere accostato alla pedofilia sulla base di alcune provocazioni lanciate in un libro del 1977. Non vi è alcuna traccia che abbia mai messo in pratica quelle teorie ed è comunque curioso come la critica giunga da politici che hanno strenuamente difeso Silvio Berlusconi in occasione dell’accusa di prostituzione minorile.
L’attacco a Mario Mieli è uno dei più vecchi metodi adottati da chi non ha argomentazioni (il web è ricolmo di siti cattolici che dedicano interi articoli a descrivere le sue provocazioni senza mai dedicare una sola riga a suo operato).

L’essere di fronte a quattro senatori che chiedono che un circolo sia giudicato in base al nome scelto quarant’anni fa e non all’operato è la dimostrazione di una politica malata in cui si cerca di strumentalizzare qualunque pretto pur di abbattere il nemico. Si sa infatti che Giovanardi, Malan, Gasparri e Formigoni devono gran parte della loro carriera politica all’esternazione dell’odio omofobico e pare che ora siano disposti a tutto pur di chiudere la bocca a chi contrappone i fatti alla mera propaganda.
A mostrare la loro malafede è anche il passaggio in cui chiedono all’Unar di «accertare se altre associazioni che fanno parte del Gruppo nazionale di lavoro condividono le teorie di Mario Mieli su individuo, sessualità e in particolare sull’infanzia». Dinnanzi ad una frase simile le ipotesi sono solo due: o si è dinnanzi a dei completi incapaci che non sanno neppure consultare i documenti pubblicati su Internet dal circolo (che ha dedicato ampio spazio a spiegare perché non vi sia alcuna relazione fra l’orientamento sessuale e la pedofilia) o si è dinnanzi a quattro persone che cercano di alimentare il pregiudizio che vorrebbe una qualche relazione fra omosessualità e pedofilia.

Ovviamente i lettori di Tempi non hanno perso un solo memento per scegliere quella seconda opzione e la pagina del giornale integralista strabocca di commenti volti a sostenere che i gay siano dei pedofili. Tanto si sa che in Italia è lecito ricorrere sempre l’insulto gratuito e alla diffusione di menzogne volte solo ad alimentare odio…

 

 

La battaglia contro i diritti delle persone LGBTQI di questo paese a suon di menzogne e di realtà inventate continua. Il peggio, state tranquilli, deve ancora venire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(10 agosto 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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