di Daniele Santi
E Tamberi tira fuori il Gianmarco dal cilindro e vince l’alto con 2,32
E' quasi incredibile, ma Gianmarco Tamberi riesce a vincere la gara di salto in alto a Birmingham proprio... →
Dopo essersi congratulati con le autorità russe che hanno impedito con il loro veto l’approvazione di una risoluzione ONU che condannasse il massacro di Srebreniça di vent’anni fa (8mila uomini e adolescenti musulmani uccisi, cifra ufficiale 6mila e 200), da parte dei Serbi del boia Karadzic, il presidente serbo Vucic avrebbe potuto – saggezza gliel’avrebbe dovuto imporre -almeno evitare di presentarsi alle celebrazioni per il ventennio di uno dei momenti più sanguinosi della recente storia europea, ma non lo ha fatto.
StraordiNadia Battocletti: vince anche i 10mila femminili
Le hanno provate tutte per asfissiarla, ma non ci sono riuscite, lei ha sempre risposto agli attacchi e... →
Accecato dalla ncessità di un “gesto” di riconciliazione (una corona di fiori) si è presentato alla cerimonia e la folla inferocita lo ha accolto a sassate ed una, in mezzo a tante succede che una vada anche a segno, lo ha colpito alla testa e gli ha rotto gli occhiali. Accompagnato dalle guardie del corpo, e leggermente scosso (foto in alto), ha abbandonato in fretta e furia la cerimonia. Pare che un membro della delagazione serba abbia commentato “Era orribile”, riferendosi all’attacco a suon di sassate, scaturito dalla furia della folla che ha travolto le barriere di protezione prima di dirigersi verso il premier Vucic che è riuscito, protetto dalla sue guardie, ad andarsene.
Nessuno degli ottomila ammazzati vent’anni fa aveva qualcuno a proteggerlo. Nessuno di loro è riuscito ad andarsene. E anche quella cosa è stata orribile. Molto più di questa.
Fermo restando che prendere a sassate gli ospiti a casa propria è sconveniente e denota grave maleducazione, ci è assai difficile dar torto agli autori dell’aggressione.
(11 luglio 2015)
©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata
