di G.T.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
La prima personale italiana per Josh Smith, che indaga, tramite la sua arte, attraverso i complessi rapporti tra serialità e ripetizione, continua con successo al Macro Testaccio della capitale, dove rimarrà aperta fino al 20 settembre. Jos Smith, nelle sue opere mescola tecniche manuali ad altre estremamente meccaniche. Nelle stesse composizioni, pittura e serigrafie sono usate insieme a materiali di riciclo. “Name painting”, una delle serie più ammirate dell’artista, le opere hanno come soggetto il nome e il cognome dell’artista che rimescolate e rivisitate danno origine ad altre forme e figure.
Queste lettere dipinte con pittura gestuale, gli hanno permesso di creare svariate interpretazioni grafiche e cromatiche. Cento i suoi lavori esposti al Macro Testaccio. Cento opere tutte delle stesse dimensioni realizzate a olio e acrilico su tavolo, acquerelli e incisioni. Nell’esposizione troviamo anche alcune sculture che rendono omaggio al Barocco Romano.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
(6 luglio 2015)
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