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Regione Lazio, privilegiati nei bandi i comuni “gender friendly”

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio

di Gaiaitalia.com

 

Riprendiamo dal quotidiano Temporeale.it  la notizia secondo la quale i Comuni “gender friendly” saranno privilegiati dalla regione Lazio nei punteggi di partecipazione ai bandi. Lo prevedeuna delibera della giunta regionale: la delibera 241/2015 (Integrazione e modifica alla Deliberazione n. 668 del 14 ottobre 2014 avente per oggetto: “Conferimento di “Attestazione di Genere” (Gender Friendly) agli enti locali che realizzano interventi a garanzia del rispetto delle pari opportunità, con particolare riferimento alla conciliazione familiare nonché per favorire il sostegno all’occupazione femminile nel territorio – Individuazione dei relativi criteri). Ai comuni che rispetteranno le quote rosa in giunta, privilegeranno le donne sia nei ruoli apicali del comune che in quelli delle società partecipate ed, infine si attiveranno con politiche attive per favorire l’inserimento sociale delle donne e la predisposizione di strumenti volti a favorire la tutela familiare, l’ente guidato dal presidente Nicola Zungaretti assegnerà un punteggio da 1 a 10.

In particolare conterà:

A. L’applicazione delle norme. Prevede il rispetto delle quote di genere nelle cariche politiche elettive e nella Giunta dell’Ente, la presenza del CUG, l’adozione del piano triennale delle azioni positive, l’adeguamento dello Statuto ai sensi della legge 251/2012, le commissioni di concorso ai sensi della legge 215/2012 e il rispetto delle quote di genere nelle società controllate dall’Ente ai sensi della legge251/2012.

B. Requisiti di qualità di primo livello. La delega e/o Assessorato alle Pari Opportunità, la percentuale di presenza femminile nei ruoli apicali dell’Ente, la consulta comunale delle Pari Opportunità, la diffusione tra il personale della Direttiva del 27 maggio 2007.

C. Requisiti di qualità di secondo livello. La promozione di politiche di conciliazione vita-lavoro, l’analisi, in ottica di genere, del personale dell’Ente. La presenza di sportelli donna e/o convenzioni con altri centri territoriali, consultori, sportello anti stalking, centri e/o sportelli antiviolenza, case rifugio. La promozione di azioni per sostenere l’avvio, lo sviluppo e il consolidamento di attività imprenditoriali a conduzione femminile. Manifestazioni, convegni, corsi di formazione rivolti al personale interno e/o alla cittadinanza per educare alla parità e al rispetto delle differenze di genere.

D. Requisiti di qualità di terzo livello. L’adozione delle procedure per la valutazione in ottica di genere di ogni legge, regolamento, atti amministrativi. L’adozione di un linguaggio non sessista negli atti pubblici e negli atti amministrativi interni. L’adozione della procedura per la valutazione in ottica di genere del Bilancio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(30 giugno 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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