di Paolo M. Minciotti
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Questa è la notizia riportata dal quotidiano The Nation. Ventuno giovani, tutti minori di 25 anni, sarebbero stati pescati dalla polizia mentre praticavano “il culto gay” di fronte a 122 tipi differenti di contraccettivi in lattice, all’interno di una sabba non ben identificato dove i partecipanti erano “preda del demonio LGBT”. A tanto arriva la stampa nigeriana.
La polizia del paese è entrata nella casa dove si praticava “il culto” il 10 maggio scorso, dopo una denuncia anonima – tanto per cambiare – ma secondo l’articolo le uniche “evidenze” dell’omosessualità dei giovani erano alcuni preservativi ed il fatto che in casa non c’erano donne. In realtà i giovani stavano celebrando un compleanno.
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La medievale polizia nigeriana, dopo averli tratti in arresto li ha dovuti rilasciare senza nessuna accusa. Secondo associazioni dei diritti umani che hanno assistito i giovani, la polizia avrebbe praticato un “vero e proprio assalto”, obbligando i giovani a recarsi in questura vestiti solo dei loro boxer ed ha praticato un vero e proprio linciaggio mediatico divulgando le loro fotografie in quelle condizioni. Il rilascio è avvenuto dopo che la polizia li ha obbligati a firmare documenti e autoaccuse. Qualcuno del vicinato, per ragioni sconosciute, ha riferito un poliziotto anonimo al quotidiano, ha denunciato i giovani come gay.
Questa è la vita che si vive quotidianamente in paesi come la Nigeria devastati dalla corruzione, dall’ignoranza, e dall’integralismo religioso.
(19 maggio 2015)
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