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La Lurida: vi raconto il bar de lo sport e del razismo istituzionale

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Calciodi La Lurida twitter@LaLurida

 

Sono uno splendore di gnocca, mo’ mi son rimasti dei difetti da vuomo: mi piacze il calczio e sicome cz’ho un bar soto casa dove czi vado tutte le matine a far colazione che c’zè anche la Busona che è una mia amica di quando eravam piccole, poi lei è diventata una baffa, si è sposata e cz’ha anche dei figli che sembran maschi, che non si sa mai, e va a battere a Bologna, insomma lei cz’ha il bar e son andata lì due pizette, un gzin tonic (che al gzin tonic non si rinunczia micca) e via andare col Real e la Juve, semifinale di Ciampions.

 

Mi son divertita, micca a vedere la partita che mi veniva un canchero con quegli juventini che cze l’hanno d’oro un tiro in porta pareggzio e qualificati, e il Real – che io tenevo il Real amiche – che fa sol dei tiri e vigliacco se cze ne va uno in porta… No, diczevo, mi sono divertita perché il bar (quanti soldi si sarà fatta la Busona ieri sera non lo so!) era pieno di gzente, tutti rigorosamente in perfetta democrazzia romagnola divisi per origzine: prima fila di sedie gli itagliani e dietro i marochini, i tunisini, insomma gli imigrati e La Lurida, che czi piace etnico!

 

Quando mi son seduta, ‘diritura uno di quelli che adesso cz’ha più anni di me che veniva a casa mia a 200mila lire a botta e poi diczeva in gziro che mi dovevan cacziare da casa mia per chè ero una vergogna, qvando m’ha visto che mi sedevo viczino a un ragazino marochino bello come un angzelo che sua madre mi fa le pulizie che czi volio bene come un figlio chè io un pudore cze l’ho, mi ha fatto l’occhio serio come dire “‘Sta atenta che son pericolosi chisà cosa ti fanno”, al chè czi ho risposto ad alta vocze e cz’ho detto d’andare a vendere il culo, che tanto lo san tutti che cz’ho un brutto carattere, saran gli ormoni.

 

Così mi son pasata la serata in mezzo al razismo istituzionalizato da Bar Sport che non si chiama neanche così, con tutti gli astanti (ansanti) divisi czivilmente, senza parlarsi, senza guardarsi in facczia, con i marochini, tunisini eczetera che diczevan buona sera al loro arivo e nesuno che czi rispondeva, tutti divisi – insomma – in s-compartimenti stagni che non son io che son razista son loro che son stranieri.

 

Ve lo dovevo propio racontare. E buon pro czi facczia. A tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(14 maggio 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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