di Giovanna Di Rosa
“Ha voluto a tutti i costi una foto con me. Mi ha fatto pena”. Trump si fa beffe di Meloni che si infuria
In un'intervista che descrive da sola lo stato di questo poveraccio senile, giunto ormai alla fine dei suoi... →
Sarebbe la prima donna presidente degli Stati Uniti d’America, e succederebbe al primo presidente afroamericano della storia degli USA, e farebbe passare alla storia i Democratici americani che, se seguiti dagli elettori, romperebbero due tabù tra i più radicati, in soli otto anni. E, last but not least, eviterebbe di consegnare l’Unione nelle mani dei beceri Repubblicani, sempre più fascisti, sempre più intolleranti, sempre più fuori dal mondo.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
Hillary Clinton ha ufficializzato la sua candidatura in Iowa il 12 aprile scorso, prima tra tutti i possibili candidati, guadagandosi immediatamente l’appoggio di Barak Obama, presidente uscente, che non ha manifestato l’intenzione di correre per un terzo mandato.
Plauso omocentrico come se importasse di certi siti gay con la parola gay o queer nel dominio, che gridano vittoria e si centrano sull’essere gay freindly di Hillary Clinton, non sottolineando come dovrebbero che la candidata presidente ha scelto di mettere le famiglie – tutte! – al centro del suo video di lancio.
C’è troppo razzismo in chi parla dell’omofobia altrui.
(13 aprile 2015)
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