di Giovanna Di Rosa
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Sarebbe la prima donna presidente degli Stati Uniti d’America, e succederebbe al primo presidente afroamericano della storia degli USA, e farebbe passare alla storia i Democratici americani che, se seguiti dagli elettori, romperebbero due tabù tra i più radicati, in soli otto anni. E, last but not least, eviterebbe di consegnare l’Unione nelle mani dei beceri Repubblicani, sempre più fascisti, sempre più intolleranti, sempre più fuori dal mondo.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Hillary Clinton ha ufficializzato la sua candidatura in Iowa il 12 aprile scorso, prima tra tutti i possibili candidati, guadagandosi immediatamente l’appoggio di Barak Obama, presidente uscente, che non ha manifestato l’intenzione di correre per un terzo mandato.
Plauso omocentrico come se importasse di certi siti gay con la parola gay o queer nel dominio, che gridano vittoria e si centrano sull’essere gay freindly di Hillary Clinton, non sottolineando come dovrebbero che la candidata presidente ha scelto di mettere le famiglie – tutte! – al centro del suo video di lancio.
C’è troppo razzismo in chi parla dell’omofobia altrui.
(13 aprile 2015)
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