di Il Capo
“Oggi le comiche” era un programma che andava in onda il sabato alle 13, quando Berlusca non aveva ancora cominciato ad imperversare con tette e cosce nude – e culi che ci vuol buongusto – e la tv aveva ancora un senso. Capolavori, in quel programma, da Buster Keaton a Stan Laurel e Oliver Hardy, a Charlie Chaplin, che regalavano capolavori di un cinema che ha insegnato l’arte della recitazione a una miriade di generazioni di attori.
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Poi la disgrazia della tv commerciale, la vendita del nulla, preludio della politica futura, con Berlusca che ottiene favori straordinari dal Psi al potere, per mantenere in piedi il suo network televisivo, che in breve tempo diventa un’intoccabile SS. Trinità e quindi la di Lui discesa in campo in politica. Vent’anni in cui il paese è regredito ed ha subito l’isolamento a livello europeo. Vent’anni in cui Berlusca ha fatto quello che ha voluto, controllando l’opinione pubblica come meglio voleva attraverso una corazzata di informazione televisivo-editoriale che nemmeno in Thailandia.
Oggi, che non può quasi più nulla ed è alla frutta, con il fuggi fuggi dal suo partito-azienda, Berlusca grida alla “deriva autoritaria”, ché ci vuol davvero coraggio e faccia tosta, incurante di essersi mangiato ed avere lasciato senza futuro due generazioni di Italiani.
Molto meglio tornare ad “Oggi le comiche”, almeno lì si rideva con gusto e non si rideva per non piangere.
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(8 febbraio 2015)
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