di Paolo M. Minciotti
Durante una riunione dell’ONU tenutasi a Ginevra, su sollecitazione della Svezia che ha chiesto al governo kenyano di rimuovere quelle leggi che criminalizzano il sesso tra adulti consenzienti dello stesso sesso, il portavoce kenyano ha negato che nel suo paese siano state adottate misure repressive o ci siano stati arresti o detenzioni di cittadini kenyani in ragione della loro omosessualità.
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Secondo il portavoce kenyano, il Paese ha fatto “enormi progessi” [sic] nella lotta alla discriminazione delle persone omosessuali (ah, si? Leggete qui, e qui, e qui…) ed ha poi citato recenti sentenze dell’Alta Corte del paese che spingono il governo ad occuparsi di depenalizzare alcuni reati legati a persone transessuali ed intersessuali.
Non abbiamo notizie di misure prese dal governo atte ad impedire al governo stesso di continuare ad accusare gli omosessuali di essere pervertiti al servizio dell’Occidente, persone non africane, o che impedisca dichiarazioni contro gli stranieri che “infettano” con il “virus dell’omosessualità” i giovani indigeni.
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(27 gennaio 2015)
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