Gli tolsero la patente perché gay. La Cassazione riconosce 500mila euro di danni per omofobia

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Danilo Giuffridadi Gaiaitalia.com

Il sito Lezpop (che amiamo) pubblica la seguente notizia che integralmente riportiamo:

I fatti risalgono al 2001, quando Danilo Giuffrida, un ragazzo siciliano, dichiarò di essere gay durante le visite mediche per il servizio di leva. Un mese dopo la motorizzazione civile di Catania gli inviò una notifica in cui gli veniva sospesa la patente di guida: gli si chiedeva di sottoporsi a un nuovo esame di idoneità psico-fisica. Secondo l’ospedale e la motorizzazione, infatti, il ragazzo poteva non essere in possesso dei «requisiti psicofisici richiesti» per avere la patente.

Gli atti della motorizzazione erano conseguenti alla comunicazione che l’ospedale militare di Augusta aveva fatto dopo la vista di leva del ragazzo. Così, Giuffrida decise di citare in giudizio i Ministeri delle Infrastrutture e trasporti e della Difesa, chiedendo un risarcimento di 500 mila euro. In primo grado, il giudice aveva accolto la domanda, condannando i ministeri a versare al ragazzo un risarcimento di 100 mila euro. La somma in Corte di Appello, con sentenza 12 dicembre 2010, era stata abbassata a 20 mila .

Ma la terza sezione civile della Corte di Cassazione, oggi, ha annullato la precedente sentenza con le seguenti motivazioni: «Non pare revocabile in dubbio che la parte lesa sia stata vittima di un vero e proprio (oltre che intollerabilmente reiterato) comportamento di omofobia».

Secondo i giudici, infatti, «il diritto costituzionalmente tutelato alla libera espressione della propria identità sessuale» è «espressamente ascritto al novero dei diritti inviolabili della persona», quale «essenziale forma di realizzazione della propria personalità». Anche sul versante penale, «si è ritenuta necessaria un’effettiva e realmente afflittiva tutela repressiva con riguardo al reato ingiuria». Non solo, i giudici sottolineano che dichiarare il proprio orientamento sessuale «è oggetto di specifica e indiscussa tutela da parte della stessa Corte europea dei diritti dell’uomo».

Insomma, una sentenza storica e una vittoria non solo per il protagonista di questa storia, ma per tutta la società civile. La risposta a chi dice che l’omofobia non esiste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(23 gennaio 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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