di Giovanna Di Rosa
Quattro ebrei morti in Sinagoga, sette persone in condizioni critiche, due terroristi uccisi dalla polizia, Nethanyahu che minaccia rappresaglie e le mette subito in pratica: le case dei due terroristi sono rase al suolo. In nome di un dio.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Da qualche partein nome di un dio, i mercenari dell’Isis stanno massacrando gente. E da qualche altra parte del mondo c’è chi vuole fermarli in nome di un altro dio. Il suo. Perché c’è il loro, il vostro e quello degli altri.
E questo “appartenere” ad un dio o ad un altro giustifica attacchi, guerre e carneficine. A questo dare la colpa delle proprie procate a un dio non ci crede più nessuno: gli assassini sono assassini e basta. La sete di potere è sete di potere e basta. I tagliatori di teste sono tagliatori di teste e punto.
Fino a quando la vita umana avrà meno valore dell’intergralismo di una minoranza di pazzi pericolosi?
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
(18 novembre 2014)
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