di Giancarlo Grassi
Dicono che gli Argentini hanno preso il “peggio” degli Spagnoli (il lavorare poco e il meno possibile) ed il “meglio” degli Italiani (una straordinari creatività, seguite il loro cinema. Straordinario e fatto con due soldi). Tacciatemi pure di razzismo, ma prima leggetevi Quino e magari tutte le strisce di Mafalda, dopodiché vi darò anche ascolto…
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Il pressapochismo con cui si affrontano le quotidiane questioni è visibilissimo nelle politiche senza senso di Madama Cristina Kirchner, che ha portato il suo paese sull’orlo del default (previsto per le 23.59.59 di oggi, 29 luglio) per la seconda volta in tredici, se non si dovesse trovare un accordo con fondi statunitensi cui l’Argentina deve una bazzeccola, appena 1,33 miliardi di dollari (in moneta locale, una enorme quantità di denaro).
La questione è complicatissima ed Il Post la racconta con dovizia di particolari, a noi piace sottolineare – per cattiveria, certo – che gli sforzi della presidente Kirchner (La Presidenta, la chiamano così) come la chiamano qui è andato negli ultimi mesi in direzione del definire quelli Americani (fondi avvoltoi), criticando ferocemente la Giustizia americana e cercando – dicono gli analisti – di arrivare al default che sarebbe in qualche modo più conveniente per il paese.
Di fatto il Governo argentino si riunirà nelle prossime ore a New York con i mediatori, ma dà per scontato il default e come informa il quotidiano La Nación il Governo sembra non preoccuparsi troppo degli effetti che il secondo tracollo economico del paese in poco più di un decennio avrà sul futuro degli Argentini.
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L’importante è arrivare in finale. E poi perdere.
(29 luglio 2014)
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