di Daniele Santi
Il sito LGBTQnation riferisce di una condanna dell’ONU al Sultanato del Brunei che recentemente aveva lanciato l’idea di ammazzare i gay per lapidazione, notizia che avevamo pubblicata e che ci era valsa l’attacco di un sito di puristi alla cinque stelle che ci accusava di ricevere informazioni da uno squallido sito di lingua spagnola (nostro, per la cronaca), e che ora trova conferma in una risoluzione di condanna delle Nazione Unite nei confronti del ricchissimo sultanato asiatico.
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Per la cronaca va riferito che la condanna si riferisce ad un pacchetto legislativo che irrigidisce numerose norme e le punisce con la morte per lapidazione. Non saranno puniti solo i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, ma tutti i reati connotabili sessualmente, dalla violenza all’adulterio. Avete letto bene. L’adulterio è un reato che si punisce con la morte per lapidazione.
Anche l’omicidio ed il dichiararsi non-musulmani sono punibili con la stessa pena, che con la libertà religiosa non si scherza.
Secondo Rupert Colville, portavoce dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU, l’applicazione “della pena di morte per un così elevato numero di delitti contravviene il diritto internazionale”.
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