di Giancarlo Grassi
Dopo la Crimea anche l’est ucraino ha dichiarato l’indipendenza da Kiev e convocato un referendum per aderire alla Federazione Russa del nuovo Stalin, per il prossimo 11 maggio.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Ieri è stata giornata complicata da quelle parti – siam stupiti che l’UE faccia sapere così poco e sembri preoccuparsi così poco di una situazione potenzialmente pericolosissima – con Kiev che ha accusato Mosca di tramare per provocare l’invasione delle regioni orientali dell’Ucraina, dopo l’annessione della Crimea.
Il nuovo governo – dove ci sono forze da cui saggezza suggerirebbe di guardarsi, vedi ultranazionalisti e filo nazisti – ha inviato ministri alla corte di Putin per mediare una de-escalation mentre gli attivisti filo-russi colpivano nella grandi città orientali di Kharkiv, Lugansk, Donetsk.
Ci sembra chiaro che la Russia sta cercando un pretesto.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
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