di Amnesty International
Una corte d’appello del Cairo ha confermato oggi la condanna di tre attivisti che avevano preso parte a una manifestazione “non autorizzata”.
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Se non interverrà la Corte di cassazione, Ahmed Maher e Mohamed Adel, due attivisti del Movimento dei giovani del 6 aprile, e il noto blogger Ahmed Douma dovranno scontare una condanna a tre anni di prigione con il lavoro e pagare una multa di 50.000 sterline egiziane (5228 euro). Al termine della condanna, trascorreranno altri tre anni in libertà vigilata.
“Questa sentenza stringe ancora di più la corda intorno alla libertà d’espressione e di manifestazione e costituisce un altro segnale del crescente clima d’intolleranza delle autorità egiziane nei confronti di qualsiasi critica legittima” – ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.
“La repressione in Egitto prosegue senza sosta. Coloro che hanno guidato la rivolta del 2011 si trovano ora in carcere per una mera protesta pacifica. Questi tre attivisti sono prigionieri di coscienza e non avrebbero mai dovuto essere processati. Devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni e le accuse nei loro confronti devono essere annullate” – ha aggiunto Sahraoui.
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Maher, Adel e Douma sono i primi egiziani a essere condannati al carcere per aver sfidato la repressiva legge sulle proteste, entrata in vigore nel novembre 2013.
Amnesty International ha accolto con preoccupazione le denunce sui pestaggi subiti dai tre imputati al momento dell’arresto, durante la prigionia e nel corso dell’udienza d’appello.
Amnesty International Italia Ufficio Stampa
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