di Federica
Nonostante il parere contrario dell’Alta Corte che aveva proibito la deportazione del medico e attivista LGTBI ugandese Dott. Paul Semugoma impegnato nella lotta all’AIDS nel suo paese, il dipartimento dell’immigrazione sudafricano ne aveva ordinato l’imbarco immediato sul primo aereo disponibile.
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La deportazione è stata scongiurata all’ultimo momento, dopo che l’uomo era stato tenuto prigioniero all’aeroporto di Johannesburgh per qualche giorno e dopo che gli ufficiali dell’aeroporto aveva ignorato gli ordini del tribunale.
Gli attivisti LGTBI del paese stanno da tempo avvisando che i loro diritti e la stessa Costituzione che li garantisce sono in pericolo, dovuto a integralismi antigay sempre più feroci, esplosi soprattutto dopo la morte di Nelson Mandela.
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