di Gaiaitalia.com
Amnesty International denuncia in un comunicato il “rapimento e la tortura dell’attivista ucraino Dmitrii Bulatov” definiti dall’organizzazione “un atto barbaro su cui occorre indagare immediatamente”.
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Bulatov, uno dei principali organizzatori e partecipanti ai cortei di automobili chiamati Automaydan, che convergevano nei luoghi delle manifestazioni del movimento Euromaydan, era scomparso la sera del 22 gennaio 2014. Dopo otto giorni, il 30 gennaio è stato scaraventato da un’auto in corsa in mezzo alla neve. Ha raggiunto a piedi un villaggio, nel quale ha potuto ricevere i primi soccorsi e chiamare gli amici. Si trova attualmente in ospedale.
Bulatov ha dichiarato di essere stato picchiato, torturato e crocifisso e di aver ricevuto poco cibo. Tenuto bendato a lungo, è stato interrogato da uomini con l’accento russo che volevano sapere chi finanziasse le sue attività.
“Mi hanno crocifisso, bucato le mani, mi hanno fatto dei tagli a un orecchio e in faccia. Non c’è una parte dei mio corpo senza ferite. Potete vederlo voi stessi. Ma sono vivo, grazie a Dio!” – ha dichiarato dall’ospedale Bulatov.
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“Il caso di Bulatov non è unico. Altri manifestanti di Euromaydan hanno riferito trattamenti simili. Yury Verbitsky non vi è sopravvissuto” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.
“È difficile immaginare come si possa uscire dalla crisi in atto quando avvengono violenze orribili nei confronti degli organizzatori delle proteste. Le autorità ucraine devono dire forte e chiaro che non vi sarà impunità per queste azioni e che i responsabili saranno chiamati a rispondere” – ha concluso Dalhuisen.
La situazione dei Diritti Umani in Ucraina è sempre più precaria dopo l’adesione dei suoi leader politici alle leggi neosovietiche di Vladimir Putin, che llimitano le libertà personali, l’informazione ed il dissenso.
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