In vista delle Olimpiadi della Vergogna di Sochi 2014, di fronte alla riprovazione internazionale, alla sua spudorata politica interna per non parlare di quella estera, ai ricatti con cui si è comprato il presidente ucraino, se non puoi vincere il nemico corrompilo, Vladimir Putin tenta di rifarsi il look con un’amnistia che libera un’oppositore politico, quel Mikhail Khodorkovski ex presidente della compagnia petrolifera Yukos e tra suoi più feroci oppositori, arrestato in circostanze mai chiarite e condannato per ragioni oscure.
Latitante ricercato dal 2022 è catturato a Madrid
Inserito nel progetto “Wanted” della Direzione centrale anticrimine perché condannato per estorsione aggravata, incendio, danneggiamento seguito da incendio,... →
Non è pago il grande cuore [sic] dello Zar così che fuori dal carcere anche le Pussy Riot. La prima ad uscire dal carcere è stata Maria Alyokhina che ha immediatamente dichiarato che “L’amnistia di Putin è soltanto un restyling” – oltre agli attivisti di Greenpeace, perché è sempre meglio fare un’amnistia prima che si scopra che le accuse mosse ai giovani attivisti erano completamente insostenibili dal punto di vista del diritto internazionale.
Un’operazione che sfocia nel ridicolo, se non ci fosse da piangere.
Invitiamo i nostri lettori, già da ora, ad usare l’hashtag #iononguardoSochi2014 ogni volta twittano o ritwittano una notizia riguardante la Russia, Putin o Sochi 2014.
Il pirata Netanyahu all’assalto della Flotilla
Nuovo attacco insensato del pirata Netanyahu che lancia i suoi all'assalto della Freedom Flotilla in acque internazionali e arresta... →
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