Il giovane 20enne che si riteneva in un primo tempo sudafricano, ma che in realtà è cittadino dello Swaziland, era già rientrato nel suo paese quando il video che lo vede protagonista suo malgrado del video d’odio dei suoi torturatori neonazisti è stato postato su Vk.com al grido di “abbiamo rovinato un’altra vita”.
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Il giovane, riporta la stampa locale, è rimasto traumatizzato dall’accaduto ed ha rifiutato di parlare anche con il suo governo.
Nel frattempo l’Università russa alla quale il giovane era iscritto ha pensato bene di sottolineare, come raccontiamo in un altro altricolo, che il giovane era stato espulso per il suo “basso rendimento scolastico”.
La madre del giovane ha dichiarato che suo figlio è sotto choc per l’accaduto e che ritornerà a stuudiare, ma non in Russia. In Swaziland gay e lesbiche sono raramente arrestati, ma soffrono di una feroce discriminazione sociale.
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