A seno nudo, anche se ricoperto di scritte e biacca bianca, in pantaloncini corti, tre attiviste delle Femen hanno gridato tuto il gridabile davanti ai cancelli del Tribunale di Tunisi, circondate da un’esercito di giornalisti, radio e televisioni, per reclamare la liberazione di Amina.
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Le tre attiviste saranno arrestate e portate a processo e in casi come questi, la giustizia tunisina, piaccia o no, non scherza. Siamo nel paese che ha condannato a quindici anni un blogger (quella legge non è stata ancora abrogata, per capirci); le tre attiviste, due francesi e una tedesca, hanno gridato slogan contro la morale islamica e per a favore di Amina (“Free Amina”, “Fuck your morals”) in un paese sovrano dove il vilipendio alla religione e i delitti contro la morale sono ancora un problema serio (prima che ci vengano scagliati contro insulti gratuiti, chiariamo che non stiamo dicendo cosa e giusto e cosa non lo è, stiamo parlando di accadimenti su un territorio sovrano e delle leggi di quel Paese).
Le forze dell’ordine sono arrivate ben presto e le hanno trascinate di peso alla più vicina stazione di Polizia.
Secondo il sito Businessnews.com.tn le Femen avrebbero dichiarato di voler innescare la “primavera delle donne” nel mondo arabo.
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Congratulazioni a nome mio e della città di Bologna a Marcello Fois per l’importante riconoscimento ricevuto per il... →

