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venerdì, Gennaio 28, 2022

Assistenza sanitaria al partner gay del deputato, ottima o pessima cosa?

Laura Boldrini 00di Paolo M. Minciotti

Lo abbiamo già scritto in un altro articolo, crediamo che sia un errore. Come lo credevamo qualche settimana fa. Ma partiamo dall’inizio.

Gli eletti in parlamento hanno diritto alla copertura sanitaria per il partner alla modica (sic)  somma di 500 e qualche euro al mese (dirà un cinquestelluto, con quel che guadagnano, sarà anche vero, ma è caro lo stesso), copertura riservata ai partner eterosessuali per libera scelta delle forze politiche, ma all’assicurazione che -dietro versamento dei suddetti 500 euro- provvede alla copertura il sesso del partner non interessa.

Questa volta c’è chi dice no, e la presidente della Camera Laura Boldrini concede il “privilegio” ai compagni degli Onorevoli che fanno parte di una coppia gay o lesbica. Ora, secondo noi, gli Onorevoli parte di una coppia gay dovrebbero “congelare” quella copertura fino a quando la possibilità non verrà estesa a tutti i cittadini.

Ivan Scalfarotto, dal suo blog, attaccando il M5S, spiega così come sono andate le cose:

“Il motivo per cui ho chiesto la copertura sanitaria è semplice: tutto quello che si fa per le coppie etero deve farsi per le coppie gay. Questa è una delle ragioni per cui sono qui alla Camera.

Quando sono arrivato la prima volta a Montecitorio mi hanno detto che ero tenuto a versare 500 e passa euro al mese per un’assicurazione obbligatoria che potevo estendere a pagamento al mio convivente a patto che fosse una donna. Sbagliato. “Nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso”, diceva Eleanor Roosevelt, e io quel consenso non lo fornisco più a nessuno da molto tempo.

Non lo sa ancora Roberta Lombardi, capogruppo di M5S, che ha giustificato il fatto che i suoi deputati si siano astenuti sulla rimozione della discriminazione contro i dipendenti gay con un’informazione sbagliata.

“Lo abbiamo fatto – ha detto all’Adnkronos – perche’ e’ un privilegio della casta. Nelle assicurazioni esterne – fa notare la capogruppo stellata a Montecitorio – il convivente dello stesso sesso non gode dell’estensione delle coperture. Perché alla Camera dovrebbe?”.

È falso. Alle assicurazioni, una volta che paghi il premio, se il tuo convivente è maschietto o femminuccia non gliene importa una beata cippa. E se il datore di lavoro ci prova, la giustizia lo condanna.

Se ha degli argomenti migliori, la Lombardi, li tiri fuori, perché oggi M5S ha semplicemente contribuito a fare in modo che una discriminazione rimanesse in piedi.”

Il ragionamento non fa una grinza. Mal di pancia su Twitter a parte però, crediamo da un lato che il riconoscimento di un diritto ai componenti di una coppia gay in cui uno dei partner sia eletto in Parlamento rappresenti un passo avanti importante nel riconoscimento dei diritti delle persone LGTB, dall’altro lato allontanerà le persone che vedono, giustamente o no non importa, un “privilegio” a loro non concesso questa misura.

Se il “congelamento” della copertura sanitaria al partner non viene ritenuta praticabile, chiediamo a chi gode della misura, pagandola di tasca propria, ma con lo stipendio da parlamentare, di spiegare con chiarezza ai cittadini, in tutte le occasioni possibili, le ragioni di una scelta inspiegabile che si giustificherebbe solo con l’approvazione di una legge che garantisca l’uguaglianza di tutti i cittadini nel giro di pochi giorni.

 

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