dal nostro inviato Massimo Capo
Quarto giorno del festival del cinema gay di Torino, ancora film ed ancora un buon livello di selezione, tranne qualche piccola eccezione che ci deve essere in ogni festival che si rispetti.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Un film che ci è piaciuto, tra quelli presentati ieri è “Five Dances” in concorso per i lungometraggi, sceneggiato e diretto da Alan Brown, già presente al Togay del 2012 con il bellissimo “Private Romeo”. Five Dances ruota intorno a Chip (Ryan Steel), un ballerino che si trasferisce dal Kansas a New York per unirsi ad una compagnia di ballo che sta facendo le prove per uno spettacolo.
Le riprese si svolgono quasi esclusivamente in sala prove ed il film si divide in cinque parti/coreografie che scandiscono anche il passaggio di Chip da timido ed introverso a ragazzo felice ed appagato, anche grazie al collega Theo (Reed Luplau) che prova per Chip una forte attrazione.
In questo film si rivivono le situazioni da sala prove simili ad altri film imperniati sulla danza, ma la regia di Brown si caratterizza per l’attenzione… leggete il resto dell’articolo qui
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
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