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giovedì, Dicembre 2, 2021

La Chiesa supera se stessa, dice che sulle coppie gay bisogna ascoltare la società civile (e conferma che i suoi esponenti straparlano)

Cardinale Scoladi Paolo M. Minciotti

Dopo la minaccia di togliere la comunione ai gay, come se importasse, dopo che il Senato francese ha approvato il matrimonio per tutti, dopo che anche l’Uruguay lo ha fatto,  dopo che la Corte Costituzionale per bocca di Franco Gallo ha invitato il Governo italiano a legiferare sulle  unioni omosessuali, il Cardinale Scola ha perso un’altra straordinaria occasione per stare zitto affermando che i paesi dovrebbero fare come l’Italia che sui temi del matrimonio per tutti “ascolta la società civile” che tradotto in vaticanese significa “ascolta la voce della chiesa” (perché vox dei vox populi) ignorando che anche la società civile italiana è da tempo favorevole alla legittimazione delle coppie dello stesso sesso attraverso una legge che permetta loro di sposarsi o unirsi legalmente.

Il recentemente trombato papa in pectore, già Arcivescovo di Milano, rappresentante dell’Istituzione che tra le sue numerose responsabilità ha quella di avere coperto innumerevoli casi di pedofilia, e di essere protagonista di numerose scandali finanziari oltre che sessuali, si scopre democratico, lui che è rappresentante di una teocrazia, cioè la peggiore dittatura possibile, e vuole che sia il popolo sovrano a decidere su tutto.

Si dimentica che anche il Nazismo, di cui il vaticano è stato se non amico, complice, è stato portato al potere dal popolo e che l’unico Capo di Stato che non è eletto dai rappresentanti del popolo che Scola dice di amare tanto, è proprio quello vaticano.

 

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