Dopo avere pagato una commissione di 7,50 per un bonifico per cassa di 40 euro presso una filiale Unicredit in centro Italia, pensavo di avere già visto e sentito tutto, compresa la cassiera che mi diceva inacidita “Se avesse avuto il conto qui avrebbe pagato molto di meno…”, una ottima ragione per non aprirlo, ho avuto l’ardire di chiedere informazioni per un POS Virtuale, lo strumentino che ti permette, se hai culo a quanto vedo, ma devi averne molto, di ricevere pagamenti via Internet se per caso hai la malsana idea di aprirti un negozi di commercio elettronico in un paese che pensa che Internet sia uno strumento infernale nella mani di Grillo.
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Alla mia domanda “La vostra banca fornisce servizio di POS virtuale?”, la centralinista di ING Direct, molto gentile, troppo gentile per essere vera, se ne usciva con la risposta: “Servizio di POS virtuale in che senso?”, così che al sottoscritto non restava che salutarla gentilmente, chiudere la chiamata via Skype e depennare l’ennesima banca dalla lista.
Che paese di gran modernità e questo, il prossimo che si lamenta che non funziona niente lo prendo a pugni.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →

