Dopo avere pagato una commissione di 7,50 per un bonifico per cassa di 40 euro presso una filiale Unicredit in centro Italia, pensavo di avere già visto e sentito tutto, compresa la cassiera che mi diceva inacidita “Se avesse avuto il conto qui avrebbe pagato molto di meno…”, una ottima ragione per non aprirlo, ho avuto l’ardire di chiedere informazioni per un POS Virtuale, lo strumentino che ti permette, se hai culo a quanto vedo, ma devi averne molto, di ricevere pagamenti via Internet se per caso hai la malsana idea di aprirti un negozi di commercio elettronico in un paese che pensa che Internet sia uno strumento infernale nella mani di Grillo.
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Alla mia domanda “La vostra banca fornisce servizio di POS virtuale?”, la centralinista di ING Direct, molto gentile, troppo gentile per essere vera, se ne usciva con la risposta: “Servizio di POS virtuale in che senso?”, così che al sottoscritto non restava che salutarla gentilmente, chiudere la chiamata via Skype e depennare l’ennesima banca dalla lista.
Che paese di gran modernità e questo, il prossimo che si lamenta che non funziona niente lo prendo a pugni.
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