Non sono né pro PD né contro Grillo, sono contro l’imbecillità e pro intelligenza. I due contendenti hanno manifestato negli ultimi giorni molta della prima e poca della seconda: i primo, lasciando che chiunque della vecchia dirigenza del partito, appollaiata su rendite di potere o accomodata su una poltrona che non sa gestire, dicesse n’importe quoi, cioè qualsiasi cosa, con danni poco qantificabili al momento. I secondi, o meglio, il secondo, continuando con la sua filosofia dell’insulto, della parolaccia e della comunicazione greve, lasciando che a fare le figuracce (e a farle fare al movimento) siano state le prime due uscite pubbliche di due esponenti del M5S che hanno dimostrato di non sapere nulla, ma proprio nulla. A dimostrazione che in Italia vince chi grida, e non chi si prepara.
Da cittadina voglio un governo che governi, non mi interessa se sta dalla parte politica che ho votato o dall’altra, voglio che governi per il paese dove vivo, che governi per tutti e non per uno, che lotti per il mio paese e non per lotte di potere, che non dilapidi 25milioni di euro al giorno per rispettare le scadenze previste dalla Costituzione, che non giochi allo sfascio per ritornare alle urne. Voglio uomini politici, nuovi o vecchi mi importa poco, che siano responsabili, e che si sentano responsabili di ciò che succede nel mio e loro paese e che non utilizzino il “peso” dei voti ricevuti per “pesare” di più sulla bilancia politica.
E’ ciò che tutti i partiti stanno facendo ora, vincitori, nuovi vincitori e vinti. Gli uni aspettando risposte, gli altri aspettando che si torni a votare per sferrare l’ennesima zampata che nessuno sferrerà più perché non ci saranno più zampate da sferrare, ma solo macerie su cui camminare. Le loro, e anche le nostre.
Speriamo si sveglino.
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