La donna che nel cognome racchiude tutto un destino di evanescenze, dopo avere scritto poesie che passeranno alla storia che chi era Nazim Hikmet?, ha detto la sua sul matrimonio gay nel programma di Cristina Parodi su La7, i cui invitati fanno scivolare la qualità del programma verso livelli che sarebbero pericolosamente bassi anche per reti concorrenti che ci hanno abituati al peggio (e che la Parodi conosce bene).
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Flavia Vento ha detto, dando prova di ignoranza, semmai ce ne fosse bisogno, che per lei “se due gay si amano devono vivere insieie, ma non fare un matrimonio in chiesa (chi cazzo l’ha chiesto? ndt – nota del trucido) con l’abito bianco”.
Quei mattacchioni di Giornalettismo.com sottolineano con ironia che i gay per sposarsi dovranno passare sul cadavere di Flavia Vento. Da parte nostra sosteniamo che non saranno i gay a passare sul cadavere di Flavia Vento: sarà il tempo.
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