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Biennale 2017, dei padiglioni dell’Estonia e del Montenegro e, a margine, l’interessantissimo Evan Penny

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di Emilio Campanella

 

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Ed eccoci entrare in Campiello S.Vidal, dopo avere visitato ogni artistico anfratto veneziano, per visitare Objection, che si definisce: The Pavillon of Humanity. Non ha nulla a che fare con la Biennale, ma merita uno sguardo attento per ambientazione ed installazioni di tutto rispetto. Continuando invece si arriva a Palazzo  Malipiero dove all’ultimo piano, dopo ripidissime scale, si arriva al padiglione dell’Estonia che propone il lavoro di Katja Novitskova, che si muove fra mostri e drammi ecologici con molta forza. Al piano terra dello stesso edificio, il Montenegro che presenta due artisti di grande interesse: Ivana Radovanovic, e Adin Rastoner, con i suoi pupazzi dagli sguardi interrogativi. In Campo S. Samuele, nella chiesa omonima: Evan Penny: Ask Your Body, sculture e disegni di questo interessantissimo artista sudafricano trasferitosi in Canada. La mostra è allestita con grandissima cura illuminotecnica e con effetti scenografici di notevole effetto. Un lavoro sui corpi, sui volti, lo scavo della sofferenza interiore e sulla carne, come lo sconvolgente Marsyas del 2017 o Homage to Holbein del 2016. Si può visitare fino a novembre… Nnon c’è indicazione di data.

In un’altra chiesa, un poco più lontana, alla Pietà, Safet Zec, un artista bosniaco molto noto in città, che ha il suo atelier a Castello ed al quale fu dedicata una bella mostra, alcuni anni or sono, al Museo Correr (era il 2012). Propone Exodus, Ciclo pittorico per la Pietà. Il tema è evidentemente quello dei profughi. Sono grandi teleri nella chiesa ed molti studi in un corridoio adiacente. Grandi gruppi, figure solitarie, temi sacri e sacralizzazione di episodi che ancora abbiamo negli occhi, dalle pagine dei giornali. Particolari di braccia, di corpi, mani, studi di crocefissioni, tutto molto forte, da un pittore dalla mano felice, sempre intenso  e consapevole della sofferenza che conosce bene. Ho affiancato due artisti molto diversi, ma di cui mi ha colpito come una certa sintonia, oltre la vicinanza logistica. Zec sarà alla Pietà fino al 30 novembre. Mi fermo ed al prossimo articolo, riprenderò il percorso da questo punto della città.

 

 

 

(31 maggio 2017)

 




 

 

 

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