di Daniele Santi
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Silvia Salis come la pensa sulla questione primarie e candidatura possibile per il 2027 l’ha detto chiaro, in più di un’occasione. Nei giorni scorsi, per le orecchie che non vogliono ascoltare e per quei telegiornali con candidature da inventare, ha spiegato ancora meglio: “Non sono disponibile alle primarie, ma nel caso venissi indicata come la leader della coalizione potrei pensarci”. Lo ha detto a un giornale straniero, solitamente più attendibile delle succursali delle destre mondiali che abitano i nostri teleschermi. La dichiarazione è una evoluzione nemmeno troppo dissimile da quanto già affermato in altre occasioni e, almeno rispetto alle primarie, è molto difficile darle torto. Così come le prospetta Conte le primarie dell’opposizione sono più uno scannatoio inutile che qualcosa che costruisca.
Ma di qualcosa bisogna pur parlare. Così i telegiornali ispirati a Fox News di cui tanto volentieri faremmo a meno, devono trovare qualcosa da dire che, per quanto lontano dalla realtà politica e sociale, possa servire a non parlare dei fallimenti del governo Meloni di cui la proprietà di quelle succursali fatte peggio è in parte ispiratrice – attraverso sedute spiritiche – e in parte proprietaria, foraggiando Forza Italia per i motivi che sono noti. Così tra una finte lite Berluscones-Tajani, un finto cambio di poltroncina (e chi lo toglie Barelli da dove sta?) e le finte scaramucce che dalla presidenza della Calabria si fiondano un po’ a Roma e un po’ Milano, e pur di non parlare di ciò che succede sul serio, i TG Mediaset e Rai al seguito si inventano le dichiarazioni di Silvia Salis che veleggia su Genova con indici di gradimento altissimi (basta monitorare le interazioni social locali per rendersene conto), inventandosi mal di pancia e disponibilità mai date a candidarsi come sfidante di Meloni. Un velo pietoso sulle televisioni genovesi sempre più confuse tra giornalismo e propaganda.
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Leggi l'articolo →Ne deriva che questa informazione che non esiste (come descrivere altrimenti il racconto di ciò che non succede mescolato alla riscrittura della realtà e all’invenzione, per quanto parziale, di accadimenti e persone ad uso e consumo di una sola parte politica?), non riesce nemmeno a capire che ci sono a volte, per quanto rari, casi in cui la gente dice quello che ha intenzione di fare senza nascondersi dietro giochetti fin troppo utilizzati. Inventarsi tutto il possibile pur di evitare di parlare dei successi di una Sindaca in una città devastata da vent’anni di politica clientelare e inconcludente, appiopparle il ruolo di anti-Meloni ad uso distrazione di massa, per evitare di soffermarsi su Conte e Schelin non è nemmeno fare propaganda. E’ qualcosa che va oltre la propaganda e non ci si scomoda nemmeno a definire.
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