di Giovanna Di Rosa

Tira aria di grossa crisi e la presidente del Consiglio ha deciso di volare nel Golfo e provare a fare affari per garantire l’approvvigionamento di energia. Secondo il Corriere la presidente avrebbe organizzato il viaggio in quattro giorni, facendo da sola e in riservatezza, mettendo al corrente il presidente Sergio Mattarella e l’intelligence che le avrebbe caldamente sconsigliato di mettersi in viaggio. Si tratta di una versione dei fatti sulla quale mi permetto di nutrire riserve, ma se fosse realmente così, allora avremmo servita su un piatto d’argento la quantità di fiducia che la premier nutre per il governo di cui si è circondata. Il viaggio, è la versione-Corriere, sarebbe stato deciso al termine di un giro di colloqui diretti che la premier aveva avuto con le autorità dei Paesi arabi.
C’è poi un aneddoto per i posteri, che sia vero o no è irrilevante se non per tornare alla questione fiducia di prima, e riguarda i suoi ministri che le avevano fatto gli auguri consigliandole di riposare nelle feste di Pasqua. Lei avrebbe risposto: “Fra un po’ saprete dove andrò a riposare”. Perché la fiducia è una cosa seria.
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L’opposizione si è scatenata, così farebbero le opposizioni secondo l’opposizione, deridendo l’iniziativa di Meloni – non la voteremmo mai, e la posizione di questo quotidiano è chiara rispetto a questo governo a quelli passati e persino ai prossimi: nessuno sconto – che invece è per quel che conta il nostro modesto parere, una iniziativa intelligente e potenzialmente utile, anche se sulla sua utilità si esprimerà il futuro prossimo e meno prossimo.
L’opposizione, dicevamo, non ha perso occasione per gridare al lupo con una serie di dichiarazioni discutibili e gridate a caso, senza entrare nel merito dell’iniziativa (e non si capisce se non c’erano motivi per attaccarla perché non l’abbiano invece sostenuta) e dimenticandosi che l’opposizione per essere tale deve essere responsabile e che l’opposizione che grida senza un obbiettivo non è opposizione, è un pollaio.
Puntuale, ma sarà inutile se non a fini propagandistici, è il commento via social di Nicola Fratoianni che ricorda come una Meloni “nazionalista” e “sovranista” abbia “consegnato l’Italia alle decisioni di Trump e dei vari potentati arabi, che comandano in questa dittatura delle fonti fossili” e ricorda poi che in Italia “un megawattora di energia elettrica costa ormai in media quasi 140 euro, mentre nella Spagna di Sanchez, grazie all’investimento in rinnovabili che copre il 60% del fabbisogno del paese, il prezzo è sotto i 30 euro”.
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(4 agosto 2026)
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