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HomeCopertinaJacques Moretti liberato su cauzione. Meloni, "Ne chiederò conto"

Jacques Moretti liberato su cauzione. Meloni, “Ne chiederò conto”

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di Giovanna Di Rosa
Ce li ha così sulle scatole, l’Italia, il fatto di avere giudici che giudicano (e sbagliano, come se i politici fossero infallibili, che Meloni chiederà conto alla giustizia svizzera (un paese straniero e sovrano, con proprie leggi che non ha votato la maggioranza con FdI che traina il carro), della liberazione su cauzione di Jacques Moretti decisione che giudichiamo vergognosi, ma da opinionisti. Mai, nemmeno dal governo, ci sogneremmo di dire che “ne chiederemo conto”.
Succede infatti, diamo una notizia oltre la propaganda che se qualcuno ha versato 200mila franchi svizzeri per tirare fuori l’omino di Crans-Montana e probabilmente farà lo stesso con la moglie del signore in questione, quella che era tutta una lacrima dopo, dev’essere perché la Legge lo prevede a fronte di un’ordinamento giuridico che è della Federazione Elvetica e non è stato votato dall’Italia.

Esempio per studenti che si applicano poco 

L’ordinamento svizzero prevede la possibilità di concedere la libertà su cauzione anche per chi è indagato per gravi reati. Si tratta di una misura prevista dal Codice di diritto processuale penale svizzero (CPP) sul quale Meloni, che può protestare quanto vuole, non ha né diritto di veto né può operare modifiche con referendum (e a ben vedere, magari per gli Svizzeri è pure una fortuna). La cauzione – perché sentirete cosa saranno capaci di raccontare per propagandanon è un diritto automatico, ma una misura sostitutiva alla carcerazione preventiva perché, secondo il CPP la carcerazione preventiva deve essere l’estrema ratio (ultima ratio) soprattutto se il rischio che giustifica il carcere può essere mitigato con misure meno drastiche. In quel caso il giudice è tenuto a percorrere le vie suggerite.

Casi e Condizioni (Art. 237-239 CPP)
(dati e misure organizzati con l’ausilio dell’IA)

La cauzione può essere ordinata dal Tribunale delle misure coercitive (TMC) principalmente per contrastare il rischio di fuga e può venire ordinata anche in caso di reati gravi, tra i quali sono compresi quelli di omicidio colposo plurimo o di gravi violazioni della sicurezza, come dimostrato dai fatti di cronaca di Crans-Montana. Qualora la cauzione venga dichiarata sufficiente a dissuaderlo dal fuggire l’imputato può essere rilasciato. La somma serve dunque esclusivamente – dovrebbe servire – a garantire che l’imputato non si sottragga al procedimento o all’esecuzione della pena. L’importo della cauzione è stabilito al giudice in base alla gravità dei reati contestati, alla situazione economica e personale dell’imputato. E naturalmente all’entità del rischio di fuga.

In più per aumentare l’efficacia della misura la cauzione viene spesso abbinata ad altre restrizioni come il deposito dei documenti di identità e dei passaporti; l’obbligo di dimora in un determinato luogo; l’obbligo di presentarsi regolarmente presso un posto di polizia; il divieto di avere contatti con determinate persone (per evitare il rischio di inquinamento delle prove o collusione).


Ciò che pensiamo noi (come se importasse) e ciò che succede

 

In Svizzera la cauzione è uno strumento considerato molto pragmatico che viene usato molto di frequente, un po’ come le panzane nel parlamento italiano prima e dopo le campagne elettorali, o quando c’è da votare in Parlamento che una nelle grazie del Capo era la nipote di Mubarak, è solo un esempio e nulla ha a che vedere con la giusta indignazione delle famiglie delle vittime che Meloni cavalcherà con la scaltrezza che le è propria. La misura sarebbe prevista anche dall’ordinamento italiano, ma siccome in questo paese si è colpevoli e si punta il dito anche per un avviso di garanzia (che è un atto dovuto che dice al cittadino ti avvisiamo che stiamo indagando su di te, ma non vuol dire che tu sia colpevole) in Italia è una specie di “fantasma” del codice.

Notare le differenze:

CaratteristicaSistema Svizzero (CPP)Sistema Italiano (CPP)
Ruolo della CauzioneMisura sostitutiva centrale per il rischio di fuga. Molto comune.Prevista (Art. 284), ma applicata raramente come misura autonoma.
Focus del GiudiceGarantire che l’imputato non scappi (dissuasione economica).Garantire che l’imputato non inquini le prove o reiteri il reato.
Gravi ReatiConcessa se la cifra è proporzionata al rischio (Caso Moretti).Difficilissima per reati gravi; si preferiscono i domiciliari o il braccialetto.
Logica di basePragmatismo: se paghi (molto) e scappi, perdi tutto.Gerarchia: si passa dal carcere ai domiciliari per gradi di custodia.

 

Se poi Meloni si faccese davvero sentire dalle autorità elvetiche con l’autorità che le proviene dalla sua carica di presidente del Consiglio italiano, al di là di una protesta informale, si dubita fortemente che l’ordinamento svizzero subirà contraccolpi dalle rimostranze meloniane, essendo alcune centinaia di anni che la Svizzera fa quello che cazzo le pare grazie alla sua neutralità, in barba al mondo e a uno spiccato pragmatismo e gusto per tutto che odora a denaro.

Con tutto il rispetto per le posizioni di Meloni ad uso propaganda personale condita certamente da puntualissima e più che giustificata empatia nei confronti dei famigliari delle vittime. Di fatto però, che i Moretti siano dentro o fuori, che Meloni protesti o no, non cambia l’ordine delle cose. I morti non torneranno più e gli ustionati passeranno attraverso le sofferenze che dovranno passare. Ed è questa l’unica cosa sulla quale ci si dovrebbe soffermare ora, affinché non succeda più nulla di simile in futuro. Ma serve lo slogan. E oggi è: “Ne chiederò conto”. Domani potrebbe essere: “Basta pomodori nei supermercati perché sono rossi”.


(23 gennaio 2026)
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