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Genova. Il 12 febbraio “Peste, Sotterranei e Leggende”

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di Redazione Cultura

Sopra la città è un labirinto di vicoli, sotto quasi a ricalcare la città superiore, si estende un intricato dedalo di cunicoli, torrenti sotterranei e gallerie in parte ancora inesplorate. È la Genova sotterranea, affascinante, oscura e sconosciuta ai più, che si estende per chilometri sotto la città.  Dalla necropoli sotto il parco dell’Acquasola alle antiche cisterne coperte dall’asfalto, dai bunker della guerra ai camminamenti segreti delle ville.  Il tesoro più prezioso si trova sotto l’Acquasola: tra le sepolture dei morti della peste del 1656, una tragedia che costò la vita a sette abitanti su dieci della Genova del tempo. Fu proprio la peste a dare il colpo di grazia alla grandezza di Genova che aveva appena vissuto il suo secolo d’oro: la maggior parte dei morti si era concentrata tra il popolo e senza la forza lavoro la città si trovò in grave difficoltà. Molti genovesi dedicarono anima e corpo alla cura dei malati: nobildonne, come Laura Violante Pinelli e Sofia Lomellini, lasciarono il lusso e gli agi dei palazzi nobiliari dove vivevano, per dedicarsi agli appestati nell’ospedale degli Incurabili o dei Cronici.  Ma a Genova vi furono altri luoghi di sepoltura, come la zona di S. Lorenzo, il cimitero molto probabilmente era in base al materiale archeologico rinvenuto, impiegato già in epoca romana.

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Genova è attraversata da una fitta rete di gallerie. Molte di queste costituirono il nucleo originario delle “gallerie di raccordo” dette delle Grazie o di Carignano e costituirono durante la seconda guerra il reticolo dei rifugi sotterranei dove si andava a riparare la popolazione nel corso dei bombardamenti che a partire dal ’42 furono intensissimi, provocando ingenti danni e numerosissime vittime. Infine i passaggi segreti sotto Villetta Di Negro costruiti nel 1936, 160 metri di tunnel e camere, un rifugio segreto per accogliere gli uffici della Prefettura e a fungere da centro allarme aereo in caso di bombardamenti durante la seconda Guerra mondiale. E poi l’anfiteatro romano, la cisterna di piazza Fontane Marose e i sotterranei del Ponte Monumentale dove i resti delle mura cinquecentesche ci fanno capire l’esatto punto dove sorgeva la Porta di Santo Stefano, da qui smontata e ricostruita in Via Banderali.

Il tour è condotto da una guida turistica abilitata e non sono previste discese sotterranee. Info: genovacultura@genovacultura.org.

 

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(10 febbraio 2023)

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