di Daniele Santi
Quello che mancava a questi giorni convulsi nei quali anche sul prezzo della benzina si gioca a dire e fare la qualunque era l’indignazione dei benzinai, che divorati da un eccesso egopatico inaspettato e incontrollabile, decidono due giorni di sciopero a causa del “fango su di noi” che inaspettata sofferenza psicologica ha provocato, insieme allo svuotamento del portafogli degli Italiani (ascoltate il commento in podcast).
Sergio Lo Giudice: “Questa sia finalmente la legislatura dei diritti”
Leggi l'articolo →Dopo le nuove misure del governo Meloni, un insperato ed irrinunciabile mix di genialità e fantasia a sfondo demagogico ottimo per l’avanspettacolo meno per un governo che voglia chiamarsi tale, ecco i gestori delle pompe di benzina alzarsi in tutta la loro dignità per porre fine a una “ondata di fango” contro onesti lavoratori e per ristabilire la verità. Insieme allo sciopero previsto per il 25 e 26 gennaio prossimo verrà avviata anche una non meglio precisata campagna di controinformazione e un presidio sotto Montecitorio. Per non farsi mancare niente. Ecco quindi chiarito a cosa servono le misure governative: gestori delle stazioni di servizio sulle barricate e consumatori che oltre a leggere cartelli informativi non vedranno nessun intervento sui prezzi, almeno fino ad ora.
Ma il governo Meloni è quello delle sorprese e sa quello che serve al paese, vedi legge sui rave fondamentale per calmierare i prezzo, quindi toccherà stare a vedere cosa saranno capaci d’inventarsi da qui al 25 gennaio.
Aver paura della partecipazione (deliberativa) dei cittadini alla cosa pubblica è un pessimo segno….
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(12 gennaio 2023)
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