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“Con gli ultimatum non si governa”, la bacchettata di Draghi ai ragazzacci

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di Daniele Santi

“Il governo con gli ultimatum non lavora, perde il suo senso di esistere”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa. “Se riesce a lavorare continua, se non riesce a lavorare non continua”, ha rimarcato subito dopo. Mancava solo dicesse: “Io le cariche non le cerco, me le offrono” e avremmo avuto un altro siparietto.

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Probabilmente è proprio coi siparietti che l’allegra congrega dei pentastellati col grillo con salvinisti al seguito pensavano di fare saltare in aria il banco, ma Mario Draghi non è un presidente del Consiglio come quelli soliti. Draghi non è soggetto, non  può essere soggetto, ai mal di pancia dei partitini che per rimediare alle loro politiche inconcludenti pensano di risalire nei sondaggi facendo saltare i Governi. Per una volta tocca dar ragione a Di Maio (nemmeno potete immaginare quanto mi disturbi farlo) quando dice che non si può giocare col governo per interessi di partito. Non importa che prima lo facesse anche lui, il prima, non è oggi. Oggi a cercare di salvarsi sulla pelle dell’Italia sono Conte e Salvini. E Draghi gli ha detto cosa possono fare, se vogliono. Andarsene.

Poi Draghi, come si è visto in conferenza stampa ha risposto con puntualità alle domande dietrologiche del dietrologista giornalismo politico nostrano: sulla questione su cosa succederà se il M5S non dovesse partecipare al voto in Senato il presidente del Consiglio ha detto di rivolgersi “al presidente Mattarella. Ho già detto che per me non c’è un governo senza 5 Stelle. Ho già detto che non c’è un governo Draghi. Questa situazione di fibrillazione il governo l’ha affrontata abbastanza bene, continua a lavorare”. Punto e a capo.

Vedremo dove si spingeranno i ragazzacci bacchettati come scolaretti ancora una volta perché i politici italiani sono così: più le autorità – siano Napolitano, Mattarella o Draghi – li prendono a sberle, più stanno in riga. Che vergogna nazionale.

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(12 luglio 2022)

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