di Daniele Santi, #DdlZan
Finalmente l’hanno detto. O meglio hanno detto ciò che volevano dire. Cioè che la legge contro omofobia e transfobia da votare è quella che vede primo firmatario Ivan Scalfarotto, ed è molto difficile non pensare che si tratti di uno sgambetto di Renzi al PD.
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E’ Maria Elena Boschi a prendersi la briga di spiegare al PD e al M5S come stanno le cose nell’agenda renziana dei niet. “La legge Zan la vuole affossare il centrodestra. Ma la sponda principale il centrodestra ce l’ha proprio dall’atteggiamento politicamente suicida di Pd e M5S, che insistono per andare in aula senza modifiche solo per nascondere le loro divisioni interne”. Ecco come stanno le cose. La Legge Zan non la vogliono quelli che l’hanno proposta, dunque l’alternativa è la Legge Scalfarotto, che viene da Italia Viva. Ma ci sono persino dissensi dentro IV, guarda la varietà della politica…
Boschi ribadisce poi, nell’intervista a Il Messaggero ripresa da Adnkonos, che tutti “sanno bene che così la legge, al Senato, non passerà mai. Noi di Iv avremmo potuto lasciarli fare e mandarli a sbattere perché a scrutinio segreto mancheranno all’appello non i voti di Iv, ma quelli di molti grillini e dem”.
Dunque il “No” di Italia Viva al Ddl Zan con endorsement di Salvini è in realtà un’opera pia. O un atto di cristiana compassione. Vedete voi.
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(5 luglio 2021)
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