di Paolo M. Minciotti

Ci si chiede, giustamente, come mai la maggioranza di governo continui a litigare sulla nuova legge elettorale preferenze-sì preferenze-no, perdendosi giornate in lunghissime riunioni mentre scade il PNRR, le conseguenze economiche sono già chiarissime ora, l’Italia è fanalino di coda UE per crescita, crescono i partiti filo-Putin anche nel nostro paese, il lavoro per i giovani non c’è, le imprese faticano, il costo dell’energia è alle stelle, ci sono guerre ovunque, il paese è indifeso di fronte all’aggressività di forze esterne e l’attuale presidente del Consiglio pensa al Quirinale. C’è una risposta possibile, un po’ cialtrona, ma ve la regaliamo per amore di polemica: invece di porsi domande dopo toccherebbe stare attenti a come si vota prima. Perché il disegno di questa maggioranza alla quale importa solo il potere, che si è impossessata dei mezzi di informazione dai quali riescono comunque a fare figuracce innominabili e che vive di propaganda che non ha corrispondenze nella realtà, era chiaro anche prima.
Elly Schlein tuona dal suo profilo Facebook e lo fa coi soliti argomenti, che non le contestiamo. Lo pubblichiamo di seguito.
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Ci permetteremmo di sottolineare che se dovessimo decidere oggi di votare per Schlein e allegra brigata voteremmo contro Meloni, ma senza sapere cosa, nel caso di vittoria di quell’entità impalpabile senza programma, senza progetto, senza un leader il cui unico obbiettivo sembra fare la guerra a Renzi (che è l’unico che fa opposizione a Meloni, e la fa sui fatti), la coalizione delle fotografie contestate da tutti (come riescano a farsi contestare su qualsiasi cosa è praticamente inspiegabile) andrebbe a fare nel caso di vittoria. Ferma restando la legittima e condivisibile opposizione a un governo che ha promesso tutto salvo poi fare tutto il contrario una volta al potere, se si vuole essere totalmente credibili bisogna anche dire ai proprio elettori, e a quelli che non hanno ancora deciso chi votare e magari non sono tuoi elettori, che cosa tu abbia intenzione di fare, quale sia il tuo programma, chi il leader della coalizione e come si faranno le cose importanti in un’Italia con un debito pubblico di abbondanti 3mila miliardi di euro, una procedura per deficit aperta dall’UE, a crescita zero e con pulsioni talmente fasciste che nemmeno la parola si usa più.
Dunque ben vengano i post su Facebook dove si contesta il governo (una volta uno disse in televisione: “Se vogliono tenersi la poltrona attaccata al culo facciano un golpe, invece di romperci i coglioni a noi!”, volgarotto, ma esplicativo) ma chiederemmo a Schlein e ai suoi di dirci, di grazia, con parole semplici e senza girarci intorno, cosa vogliono fare o, meglio, cosa farebbero per andare al governo e una volta al governo perché il loro elettorato non è quello credulone che vuole la uoma o l’uomo forte, ma vuole programmi e chiarezza, poco disposto a farsi prendere per i fondelli altrimenti, vedi nel 2022, a votare non ci va.
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(2 luglio 2026)
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