Quella che sembrava essere una chimera, potrebbe diventare realtà. Certo non a livello di Comunità Europea – che sarebbe troppo bello – ma almeno limitatamente ai quattro Paesi più importanti del nostro continente, si è raggiunto un accordo sulla necessità di coordinare le attività difensive necessarie a seguito della guerra in Iran. E’ evidente che sarebbe impensabile farne a meno, tanto il conflitto appare vicino e, potenzialmente, invasivo nei nostri confronti. Quanto accaduto a Cipro ha suggerito che i quattro Paesi coordinassero le loro azioni su due temi fondamentali: il primo riguarda le evacuazioni delle decine di migliaia di cittadini europei che si trovano, al momento, in zone di pericolo; il secondo è il coordinamento delle azioni militari difensive per evitare che possa trasparire una co-belligeranza. I nostri Paesi non sono in guerra e non vogliono esserlo.
Gli accordi presi prevedono anche lo spostamento di mezzi militari di difesa nella zona a ridosso delle aree di guerra. La Francia, che ha già impiegato i suoi caccia nel Golfo, annuncia l’intenzione di dispiegare nel Mediterraneo una nave porta-elicotteri anfibia classe Mistral per “completare il dispositivo”, in un quadro che prevede anche l’arrivo della portaerei Charles de Gaulle.
La giustizia del ‘ndo Nordio, Nordio
di Daniele Santi Ne fanno una al giorno. Non gli è bastato il caso Almasri, non gli è... →
Il messaggio politico e comunicativo che emerge dal colloquio tra i leader è che si deve enfatizzare l’aspetto “difensivo” di queste decisioni. L’impegno militare “difensivo”, nelle intenzioni dei quattro leader, dovrebbe restare complementare alla via diplomatica. L’obiettivo è quello di aggiornarsi al massimo ogni 48 ore. Un ritmo obbligato dalla rapidità dell’escalation.
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