Si sono presi la briga di salire fino al pianerottolo e alla porta di casa di Luca Blasi, assessore municipale e attivista antifascista, mentre lui stava pranzando coi figli in casa e hanno appiccicato il loro adesivo questi coraggiosi maschi alfa del fascismo dell’appiccico-e-fuggo. L’adesivo è chiaro. Lo scopo intimidatorio pure.
E mentre auspichiamo puntuali e intelligenti commenti di quelli che “bisogna abbassare i toni”, registriamo la dura presa di posizione di Marta Bonafoni, Marta Bonafoni, Consigliera regionale del Lazio e Coordinatrice della Segreteria Nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo e numero due della segreteria PD, che denuncia l’accaduto.
L’attacco intimidatorio, perché di questo si tratta, a Luca Blasi e alla sua famiglia, dopo la manifestazione per ricordare Valerio Verbano, antifascista ucciso in casa il 22 febbraio 1980, quasi a dire all’assessore del III municipio Luca Blasi che nemmeno in casa sua può sentirsi tranquillo.
Blasi, attivista storico del Tufello, era stato anche accusato da Fratelli d’Italia e dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, di aver minacciato, insieme al presidente del III municipio Paolo Marchionne la delegata regionale Marica Rotondi.
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“È successo in pieno giorno” racconta Blasi, assessore alla Cultura del III Municipio,” mentre stavo pranzando con i miei figli tornati da scuola: qualcuno si è avvicinato alla porta della mia abitazione è ha attaccato un adesivo di Forza Nuova”.

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(25 febbraio 2026)
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