di Giovanna Di Rosa
La presidente Meloni, nel suo filo-trumpismo obbligato, è riuscita nell’ennesima acrobazia politico-verbale di nessunissima utilità, diretta al suo elettorato-tifoseria, che non servirà a nulla se non a rendere ancora più irrilevante l’Italia che lei descrive come fondamentale sullo scacchiere internazionale. La presidente del Consiglio che mille ne dice e pochissime ne fa, è infatti riuscita a dire che l’attacco al Venezuela è stato: “Un’azione difensiva legittima”.
Ha dimenticato di aggiungere che il Venezuela non ha mai attaccato militarmente gli Stati Uniti e che le accuse di terrorismo e narcotraffico sono totalmente campate in aria non essendo suffragate da nessuna prova provata.
Il dibattito internazionale sulla legittimità (basata sul Diritto Internazionale) dell’azione di Trump, unilaterale e neocolonialista mirando agli immensi giacimenti di petrolio del paese sudamericano, è al centro di un ampio e durissimo dibattito legale. I maggiori esperti sono fermi, nella stragrande maggioranza, nel concordare che l’operazione di Trump vìola i principi fondamentali della legalità internazionale. L’ONU è in primo piano nel condannare basandosi sulla sua Carta.
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Leggi l'articolo →Secondo l’Articolo 2(4) della Carta dell’ONU, gli Stati devono astenersi dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi altro Stato. A questo va aggiunto che l’azione non è stata autorizzata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU e che non vi era necessità di ricorrere all’Articolo 51 che permette l’uso della forza solo in risposta a un “attacco armato”. Perché attacco armato contro gli USA non c’è stato.
A poco servono le acrobazie pirotecniche degli Stati Uniti secondo le quali il narcotraffico costituisce una minaccia alla sicurezza nazionale equiparabile a un conflitto armato, non trattandosi – nonostante Meloni – di interpretazione non riconosciuta dal diritto internazionale consuetudinario. Certo, quando bombardi hai sempre ragione. Ma se succedesse in Italia cosa direbbe Giorgia Meloni?
La nostra presidente del Consiglio, distinguendosi ancora una volta per le sue opinioni fin troppo personali (non politiche, personali… Di quelle che in un paese normale verrebbero relegate alla cucina dove prepari la torta della nonna – o alla nonna), sposa acriticamente la legittimità di un’azione che non è legittima (e non stiamo discutendo della legalità della presidenza di Nicolas Maduro della quale abbiamo ampiamente scritto con chiarezza, presidenza per designazione e non per elezione), e ignorando che secondo il diritto internazionale inviare forze speciali in territorio straniero per sequestrare un leader politico è considerato un atto di aggressione.
Lei se ne frega. Perché lei non ha opinioni politiche, lei parla per sé e per chi la vota seguendo i suoi consigli da influencer. Lei ha parlato ignorando che il suo amico Trump ha a bella posta utilizzato quello che ha chiamato questioni di “diritto interno” avendo gli USA, in documenti interni, classificato i cartelli della droga come “combattenti illegali”, e citando l’invasione di Panama del 1989 quando venne arrestato Manuel Noriega. Anche in quel caso, ma Meloni era giovane e se ha la memoria corta ora figurarsi 40 anni fa, l’azione fu ampiamente condannata dall’Assemblea Generale dell’ONU come violazione del diritto internazionale.
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Leggi l'articolo →Dall’altro lato dell’emiciclo le solite grida scomposte delle opposizioni con Schlein a dire il minimo sindacale e Conte che evita – a torto – di citare antiche questioni Maduro-M5S, che dovrebbe invece ricordare, raccontando a chi ha la coscienza politicamente afona come andò.
(4 gennaio 2025)
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