Mancavano poche udienze alla chiusura del processo, e il processo sulla morte di Giulio Regeni è stato sospeso. A dieci anni dalla morte del ricercatore italiano ucciso al Cairo per ragioni ancora sconosciute e da assassini ancora sconosciuti; dopo l’impegno della famiglia che instancabilmente sta cercando la verità da dieci anni, nonostante il lavoro dei magistrati di Roma e gli interventi della Consulta che hanno di fatto modificato le norme consentendo alla giustizia italiana di andare avanti, gli atti tornano alla Corte costituzionale.
Ci sarebbero questioni di costituzionalità relative al diritto di difesa, scrive Repubblica, in particolare alla possibilità di offrire consulenti tecnici agli imputati che già usufruiscono del gratuito patrocinio, anche se assenti o nascosti, con una liquidazione anticipata da parte dall’Erario. Imputati sono Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, accusati del reato di aver sequestrato, torturato e ucciso il ricercatore, il cui corpo è stato ritrovato nel febbraio del 2016 in Egitto.
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Dal governo de Il Cairo nessuna collaborazione nella ricerca della verità.
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(23 ottobre 2025)
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