Oggi lo spread BTP-Bund ha registrato una marcata altalena, che non è mai un buon segno: a metà giornata era risalito toccando la quota di 125 punti base, per poi oscillare per tutto il pomeriggio raggiungendo quota sopra i 128-130 punti per poi chiudere la giornata attorno ai 116-118 punti base. Una media, per l’appunto di 125. Qualcuno ricorderà che anche il famoso spread a 522,8 punti iniziò ballerinando per poi chiudere una triste storia come sappiamo. Di quel governo faceva parte anche Giorgia Meloni, che nel 2021 negò di essere stata ministra con Berlusconi. E mentre lo spread sale e scende e dovrebbe preoccupare non poco il governo, e infatti Giorgetti è preoccupato (e vede il Pil allo 0,8%), il Consiglio dei ministri dà l’ok al Documento programmatico di finanza pubblica, aggiorna il Pil all’1% per il 2027 (staremo a vedere) e dà il via a un extradeficit da 28 miliardi per energia e difesa. Tutti soldi a debito.
Va ricordato per dovere di cronaca che il rapporto debito pubblico/PIL dell’Italia si è attestato nel 2025 al 137,1% e si appresta a volare al 138,6% per il 2026, in miliardi di euro l’astronomica cifra del debito è di 3.205. E mentre loro decidono anche il via anche alla relazione sullo scostamento di bilancio, il petrolio è a 100 dollari al barile, il gas sta sopra i 70 euro al megawattora, l’inflazione in Italia è al 4,2% (ma è colpa dell’UE) e aumenta sia in Europa che negli Usa.
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Europa e USA soffrono insieme ai rendimenti dei titoli di stato che non vanno affatto bene. I decennali USA, ad esempio, hanno toccato il livello più alto dal 2002 – e quelli italiani arrivano al 4,7 per cento.
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(2 ottobre 2026)
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