di Giovanna Di Rosa
Si dice che il diavolo sta nei dettagli e proprio nei dettagli sembrano nascondersi le peggiori insidie per il piano di pace la cui prima fase è stata firmata da meno di due ore. Dopo avere dichiarato e accettato di rilasciare gli ostaggi superstiti entro 72 ore, i terroristi di Hamas hanno infatti lasciato intendere che per il recupero dei cadaveri (i cui luoghi di sepoltura sono noti all’Idf) sarebbero necessari dieci giorni.
Ed ecco il rischio che il recupero degli ostaggi innocenti ammazzati o morti d’inedia (come se ci fosse differenza) sia affidato a una task-force multinazionale è più che reale agli ordini del Coordinatore per i prigionieri che opererà nella Striscia di Gaza. Lo scrive Repubblica che cita informazioni di Channel 12.
La task-force sarebbe composta da uomini di Qatar, Egitto, Stati Uniti e Israele e opererà all’interno della Striscia; Israele fornirà equipaggiamenti di ingegneria pesante per portare a termine le operazioni.
Secondo il quotidiano Haaretz il gabinetto di sicurezza di Netanyahu si riunità col primo ministro a Gerusalemme alle 17 (ora locale, le 16 in Italia) e sarà seguita da una sessione del governo che dovrà approvare il cessate il fuoco alle 18 (le 17 in Italia). Dopo l’approvazione del governo il cessate il fuoco entrerà in vigore. Nessuno prende in considerazione la possibilità che le destre messianiche facciano saltare l’accordo. Ma, è una constatazione non un augurio, il diavolo si cela nei dettagli.
E proprio a proposito di dettagli è l’emittente qatarina Al Jazeera a comunicare, in una lancio delle 13.25 (ora italiana) che l’Idf continua gli attacchi nonostante la firma dell’accordo (per “finire il lavoro” come ci permettiamo di sottolineare qui). Nell’articolo Al Jazeera scrive che Israele ha continuato ad attaccare nelle ultime ore e lo faranno fino a quando il cessate il fuoco avrà effetto. I Palestinesi stanno aspettando, sottolinea l’emittente tv panaraba, ma per ora i palestinesi “stanno ancora stabilmente nei punti nevralgici dei centri urbani”.
Si sottolinea, per diritto di cronaca, un dettaglio: è con un’organizzazione terroristica come Hamas che Trump e Netanyahu si sono trovati a trattare. Una trattativa della quale, abbiamo ragione di credere, avrebbero fatto volentieri a meno: una trattativa, in ultima analisi, che definisce stato un’organizzazione di terroristi che stato non è e nessuno ha mai considerato tale prima di questa che è, nei fatti, una legittimazione.
(9 ottobre 2025)
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